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GOVERNO 12 Dicembre Dic 2014 2039 12 dicembre 2014

Corruzione, Renzi: «Pene più severe»

Via libera dell'esecutivo al ddl. Previste condanne più dure, restituzione del maltolto e prescrizione allungata. Premier pronto alla fiducia.

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Matteo Renzi.

La mafia romana è tornata a mettere l'accento sul più profondo dei mali italiani: la corruzione. E il governo non poteva non rispondere.
«A TESTA ALTA». «Noi siamo persone che vanno a testa più che alta su questi temi», ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi presentando in conferenza stampa le nuove norme anticorruzione, «ma pensiamo di dover fare di più perché siccome ci sono occasioni di patteggiamento che consentono di non andare in carcere e non pagare ciò che si deve pagare, è giusto cambiare le regole del gioco».
RESTITUZIONE DEL MALTOLTO. E allora via alla riforma: pene inasprite, prescrizione allungata, restituzione del maltolto. Il premier ha rivendicato: «Abbiamo mantenuto l'impegno che avevamo preso: norme più severe sulla corruzione. La pena minima per la corruzione propria passa da 4 a 6 anni, la massima da 8 a 10».
Quella data dal governo «è una risposta seria, speriamo che il parlamento sia il più veloce possibile».
Se fosse necessario, ha avvertito Renzi, «siamo disponibili a mettere la fiducia. Ma faremo presto».
«I PROCESSI SIANO RAPIDI». Il premier ha invocato tempi rapidi anche per la giustizia: «A nome del governo rivolgo un grande appello a che i processi si facciano e le sentenze arrivino il più velocemente possibile». Ai magistrati diciamo che «è fondamentale che si arrivi a sentenza il prima possibile, perché altrimenti si ha l'indignazione momentanea e non la chiarezza su chi è colpevole e chi no».
Anche perché i nuovi tempi di prescrizione sono applicabili per i casi che si verifichino dopo l'approvazione della legge: «Per quanto riguarda le vicende del passato vige il principio giuridico del favor rei», ha spiegato Renzi.
«BASTA USCITE GRATIS DI PRIGIONE». «Trovo che questa norma sia molto, molto, molto, giusta perchè alza le pene e finiscono i tempi delle uscite gratis dalla prigione», ha aggiunto il presidente del Consiglio evidenziando che viene prevista «la confisca del malloppo. Noi diciamo: ridatecelo o ce lo prendiamo. Insomma, quando li becchiamo, non gli consentiamo di svignarsela. Questo giochino finirà».
Il governo, insomma, non intende mollare: «Si sappia che da questa parte del tavolo c'è gente che non si darà tregua finchè ogni angolo d'Italia non sarà analizzato, eviscerato sui fenomeni corruttivi».

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