Raffaele Fitto 141127192439
RETROSCENA 12 Dicembre Dic 2014 1825 12 dicembre 2014

Forza Italia, cresce l'area di Fitto

Nuova infornata di 40enni. Che attaccano la linea del partito, «ormai allo sbando».

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Raffele Fitto è nato a Maglie il 28 agosto 1969.

Se non sarà il Midas potrebbe essere ricordato come il Cosmopolitan di Forza Italia.
Ovvero l’albergo affacciato sui Fori romani dove Raffaele Fitto riunisce ormai regolarmente i suoi quasi 40 parlamentari.
Ma c’è chi dice anche di più. La parola Midas (ovvero l’albergo romano dove i colonnelli quarantenni del Psi sostituirono nel 1976 Francesco De Martino con Bettino Craxi, ndr), fa venire l’orticaria ai fittiani e al loro capo, mister preferenze azzurro alle Europee con quasi 300 mila preferenze.
FI IN CONGRESSO PERPETUO. Ma il congresso di Fi si sta svolgendo nei fatti in parlamento, a suon di voti contrari e trabocchetti, che il 10 dicembre per due volte hanno mandato sotto il governo sulle riforme istituzionali, e a suon di emendamenti: ben 1.650 dei fittiani al Senato sulla legge elettorale.
Fitto ha fatto sempre della lealtà il suo punto d’onore, da quando l’anno scorso difese come un sol uomo Silvio Berlusconi dal “tradimento” di Angelino Alfano. E all'ex Cav ha sempre ribadito: io le cose te le dico in faccia e le faccio alla luce del sole.
I FITTIANI: «NON SIAMO TRADITORI». Del resto sono ormai cinque le iniziative pubbliche oganizzate dalla sua area, preparate ovviamente alle riunioni al Cosmopolitan, ma poi sempre propagandate sul suo blog.
«Noi non siamo dei congiurati, ma neppure dei capponi scemi. Se Gianni Cuperlo si può ribellare a Renzi, qualcuno ci spieghi perché non dovremmo farlo noi», dice a Lettera43.it un fedelissimo dell’ex governatore pugliese ed ex ministro agli Affari regionali.
Si sfoga: «Qui è come se i capigruppo non ci fossero più, i parlamentari sono allo sbando. Non ci sono riunioni, non si capisce più qual è la linea politica. Ieri (l'11 dicembre, ndr) ho letto un Renato Brunetta che praticamente ha chiesto l’impeachment di Napolitano, sembrava Grillo! Se continuano così, Raffaele ha di fronte praterie politiche... e l’uomo è una roccia».

I ribelli forzisti temono un blitz di Renzi al Senato

Augusto Minzolini.

L’ondeggiamento tra una linea subalterna e un’altra all’improvviso barricadera di Forza Italia nei confronti del presidente del Consiglio è stato del resto più volte denunciato pubblicamente da Fitto.
Che l'11 dicembre è riuscito allo scoperto per dire in buona sostanza: Renzi, se vuoi andare al voto a maggio, dillo pubblicamente e assumitene tutte le responsabilità. Compresa quella di mettere il Paese, come in Grecia, a «rischio speculazione» dei mercati.
Ma sullo sfondo c’è soprattutto la partita per il Colle. Fitto e i suoi non accettano che il segretario Pd imponga con una fretta sospetta una legge elettorale che potrebbe usare come arma per far digerire «un suo cameriere» al Quirinale che sciolga il giorno dopo le Camere.
MINZOLINI: «RENZI VUOLE LE URNE ANTICIPATE». Il senatore azzurro ed ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini si è detto d’accordo con Fitto, che ha sfidato Renzi ad ammettere se vuole andare al voto anticipato.
Ma, dice il parlamentare a Lettera43.it, «sarei stato d’accordo se le stesse cose le avesse dette Berlusconi. Io non avrei potuto dire altrimenti, non fosse altro per coerenza con me stesso visto che le stesse cose le dico da due anni».
Poi ricorda: «Sin dall’inizio del dibattito sulla riforma del Senato io ho sempre individuato nella volontà del premier di andare al voto il motivo della fretta sulle riforme. Sarei stato d’accordo anche se le stesse cose le avesse dette Berlusconi».
Minzolini è un solista, si sa, e tiene a sottolineare: «Sono minzoliniano punto e basta». Questo è il cuore del suo ragionamento: «Ogni volta il cambiamento della legge elettorale ha mutato lo scenario politico. Per cui Renzi deve dare modo a tutte le forze di organizzarsi. Non al suo partito della Nazione». Ovvero quel partito pigliatutto che, con il premio alla lista anziché alla coalizione, significherebbe la fine di Forza Italia.
CRESCONO LE TRUPPE DELL'EX GOVERNATORE. Intanto, crescono le truppe dell’ex governatore.
Le ultime new entry sono i deputati Fabrizio Di Stefano e Antonio Marotta. Recenti anche gli arrivi nell’area Fitto alla Camera dei quarantenni Guglielmo Picchi e Pietro Laffranco. Ha 39 anni il pugliese Nuccio Altieri, considerato, assieme a Rocco Palese il braccio destro dell’ex governatore.
Quarantenni sono il deputato Roberto Marti e Daniele Capezzone, l’unico che al comitato di presidenza azzurro votò contro il Cav con Fitto, che ha 45 anni. È un’età che ricorda quella dei quarantenni del Midas.
Dice un fedelissimo di Fitto: «Nessun Midas ma... se qui non si rimette in moto il partito, alla fine la resa dei conti per forza di cose arriverà».

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