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POLITICA 13 Dicembre Dic 2014 1352 13 dicembre 2014

Civati: «Con Renzi rottura vicina»

«A eventuali elezioni anticipate non saremo con lui. Al Quirinale vorrei Prodi».

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Matteo Renzi e Pippo Civati.

Mare mosso all'interno del Pd alla vigilia della riunione del Pd come hanno confermato le parole di Giuseppe Civati, a Bologna per l'iniziativa dell'associazione 'È Possibile': «Se Renzi si presenta con il Jobs Act e con le cose che sta dicendo alle elezioni a marzo, noi non saremo candidati con Renzi. Se il premier continua così, un partito a sinistra del Pd si costituirà sicuramente, non per colpa nostra».
«CI SENTIAMO LIBERI». A margine dell'iniziativa di presentazione del suo Patto repubblicano, Civati ha affermato: «Noi abbiamo un programma e un progetto, ci si rivolge alle forze parlamentari senza guardare alla loro provenienza, chi è d'accordo sottoscrive il patto e si vota di conseguenza in parlamento. Soprattutto quando si tratta di Costituzione, quando non c'è una disciplina di partito, non c'è neanche un programma elettorale, né un programma di governo perché Renzi non ha mai scritto nulla ci sentiamo responsabilmente liberi».
VICINA UNA ROTTURA TOTALE. Rapporti molto tesi, che sono vicini alla rottura totale: «Se il programma elettorale lo scriviamo e non sono considerate le nostre ragioni è più serio andare da un'altra parte e fare qualcosa di diverso. Non è una scissione, è una presa d'atto di una differenza. Non è necessario scindersi, se però non c'è la disponibilità da parte di Renzi a confrontarsi con questa parte di Paese ognuno ne trarrà le conseguenze». Sull'assemblea del partito prevista per domenica 14, Civati ha dichiarato: «È un thriller, Renzi decide di notte. Ma io sto sereno come consiglia di fare lui da tempo, io non ho niente da perdere, qualcun altro ci perse palazzo Chigi».
«AL QUIRINALE VORREI PRODI O UNO COME LUI». Riguardo al tema della successione di Giorgio Napolitano al Quirinale, il deputato dem ha precisato: «Vorrei Prodi o uno come lui, una figura che a livello internazionale possiamo spendere e che abbia anche un rapporto con la politica. Non abbiamo bisogno di figure che non c'entrano nulla con la politica, questo sarebbe un messaggio molto sbagliato». E tende la mano a Grillo, auspicando un dialogo con il M5s: «Vorrei che stavolta ci fosse un segnale chiaro da parte sua, l'altra volta perdemmo un treno clamoroso. Mi aspettavo un po' più di coraggio da Pizzarotti, un po' più di interlocuzione con le altre forze politiche, io ho pochissimi parlamentari, Grillo invece ha ancora una larghissima rappresentanza».

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