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VERSO LE ELEZIONI 13 Dicembre Dic 2014 1800 13 dicembre 2014

Presidenziali Usa 2016: l'ex staff di Obama lancia Elizabeth Warren

La richiesta alla paladina dei consumatori di sfidare Hillary Clinton: «Serve un'anti-Wall Street».

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La senatrice democratica Elizabeth Warren.

L'ex staff della campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008 e nel 2012 scende in campo per Elizabeth Warren, la senatrice democratica nemica di Wall Street.
LETTERA DELLO STAFF. In una lettera, come ha spiegato il New York Post, gli uomini del presidente Usa hanno lanciato «Ready for Warren», chiedendo alla paladina dei consumatori di sfidare Hillary Clinton nel 2016.
«L'aumento delle diseguaglianze è una sfida dei nostri tempi e noi vogliamo qualcuno che sostenga», è stato scritto nella missiva, «le famiglie che lavorano e che sia contrario a Wall Street e agli interessi particolari che rallentano l'economia».
RAPPORTI TESI TRA OBAMA E CLINTON. Una presa di posizione che rischia di riaccendere le polemiche sui rapporti fra Obama e Clinton, tesi dal 2008 quando l'allora senatore conquistò la Casa Bianca. I democratici sono divisi e in molti hanno perplessità su Hillary Clinton, l'amica di Wall Street, distante dalla vita reale degli americani.
JEB BUSH IN POLE TRA I REPUBBLICANI. I repubblicani intanto valutano i loro possibili candidati. Jeb Bush è uno di loro. L'ex governatore della Florida starebbe seriamente considerando la candidatura e una decisione dovrebbe arrivare entro un mese. Superate le resistenze della famiglia e con sette chili di meno, Jeb Bush si starebbe preparando. Il suo staff sta facendo assunzioni e tutto sembrerebbe orientato verso un sì.
MAIL AI DONATORI. La conferma - secondo indiscrezioni - arriverebbe da una mail inviata ai maggiori donatori, ai quali si chiede di aspettare e di non schierarsi con l'altro possibile candidato repubblicano, Chris Christie. Molto conservatore su alcuni temi come le tasse, Jeb Bush è su altri fronti distante dalle base repubblicana e ha invitato più volte il suo partito a compromessi con i democratici sui temi di bilancio. Si è anche espresso a favore di un'ampia riforma dell'immigrazione che delinei una strada verso la cittadinanza per coloro che vivono negli Stati Uniti illegalmente. Una sua discesa in campo potrebbe avere ampie ripercussioni sul partito repubblicano con le sue posizioni, che sembrerebbe orientato a non cambiare, lontane dalla linea dura del partito.

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