Commissione Affari Costituzionali 140124215559
TENSIONI 13 Dicembre Dic 2014 1631 13 dicembre 2014

Riforme, Lega e M5s abbandonano i lavori in commissione

In nottata atteso il sì. Ok a modifiche dei quorum con i quali il Senato può chiedere modifiche alle leggi della Camera. Via il voto bloccato.

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L'aula Commissione Affari Costituzionali della Camera.

Nervi tesi in commissione Affari costituzionali, dove il 13 dicembre si sono discussi gli emendamenti al ddl Riforme.
Oltre alle schermaglie interne al Partito democratico (con la minoranza che ha chiesto di essere sostituita, salvo poi fare marcia indietro), la giornata ha visto Lega, Movimento 5 stelle e Sinistra, ecologia e libertà abbandonare i lavori in segno di protesta.
VIA LIBERA IN NOTTATA. La riforma del bicameralismo e del titolo V, in ogni caso, si avvia a superare il primo passaggio alla Camera: in nottata dovrebbe infatti arrivare il sì della commissione, così da rispettare la data del 16 dicembre quale giorno per approdare in Aula. Al testo sono state apportate anche importanti modifiche, comprese alcune richieste dalla minoranza del Pd. Questa apertura però non è bastata a evitare la spaccatura interna ai dem, con la minoranza che è uscita al momento di votare alcuni articoli e a chiedere di essere sostituiti in commissione
SALE IL QUORUM. Col voto favorevole pure dei dissidenti dem, ad ogni modo, è stato approvato un emendamento dei relatori che modifica l'iter delle leggi, alzando i quorum con cui il Senato può chiedere modifiche alle leggi della Camera.
La riforma prevede il superamento dell'attuale bicameralismo, tranne per le riforme costituzionali e per poche altre leggi. Per le restanti il Senato può chiedere delle modifiche ai testi approvati dalla Camera, ma a seconda dei contenuti delle leggi sono previsti procedimenti diversi. Su alcune leggi, per esempio, il Senato può sì chiedere modifiche, ma a maggioranza assoluta e la Camera può respingere la richiesta del Senato, ma anch'essa a maggioranza assoluta. Per la legge di Bilancio e quella di Stabilità è stata introdotta per il Senato una maggioranza dei due terzi, cioè una limitazione dei poteri del futuro Senato.
VIA IL VOTO BLOCCATO. In un secondo momento, la commissione Affari costituzionali ha approvato anche un emendamento dei relatori alle riforme che elimina il cosiddetto voto bloccato sui ddl del governo alla Camera, vale a dire senza modifiche. L'emendamento recepiva le richieste della minoranza del Pd, ma dopo che è stato presentato Rosy Bindi e Andrea Giorgis hanno chiesto ulteriori limiti, in particolare nella parte in cui viene confermata la possibilità di un voto in data certa per i ddl del governo. Alla fine i relatori si sono impegnati a presentare in aula ulteriori limatura, impegno che però non è bastato a Bindi, che non ha partecipato al voto.
QUIRINALE, QUORUM A TRE QUINTI. Approvato anche un emendamento dei relatori che definisce il quorum per eleggere il capo dello Stato, fissato a tre quinti dei votanti a partire dal nono scrutinio. Il testo varato dal Senato prevedeva i due terzi dei grandi elettori nei primi tre scrutini. Dalla quarta votazione si scendeva ai tre quinti, e alla maggioranza assoluta dal nono.

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