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POLITICA 13 Dicembre Dic 2014 1300 13 dicembre 2014

Riforme, minoranza Pd chiede la sostituzione in commissione alla Camera

Deputati in dissenso. Passo indietro per non mandare sotto il governo. Fiano smentisce.

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L'aula della Camera.

Ennesimo scontro interno al Partito democratico.
Questa volta tocca ai deputati della minoranza dem in commissione Affari costituzionali della Camera che hanno chiesto di essere sostituiti per le votazioni degli emendamenti alle riforme. Tuttavia i rappresentanti del Pd hanno spiegato di aver deciso l'azione perché essendo in dissenso con l'esecutivo non vogliono mandare 'sotto' il governo e i relatori.
TENSIONE NELLA RIUNIONE. Da quanto si è appreso, la decisione è stata presa al termine di una animata riunione, a cui ha preso parte anche il capogruppo Roberto Speranza, con momenti di tensione che ha portato alcuni deputati ad alzare la voce, come si è potuto sentire da fuori.
L'intesa raggiunta è stata quella di evitare il ripetersi di episodi come quello di mercoledì 10 dicembre, quando governo e relatori sono 'andati sotto' proprio per il voto della minoranza del Pd.
DISSENSO SULLA RIFORME. I parlamentari della minoranza, come Rosy Bindi, Alfredo D'Attorre, Gianni Cuperlo, Roberta Agostini, pur convenendo su questa esigenza, hanno confermato il proprio dissenso su alcuni punti essenziali della riforma. Di qui la richiesta da parte di alcuni di loro di essere sostituiti in queste ultime sedute della commissione nelle quali devono essere votate le norme su cui dissentono.
FIANO SMENTISCE IL CAMBIO. Tuttavia, i deputati della minoranza del Pd sono poi rientrati in commissione dopo esserne rimasti fuori durante le votazioni sull'articolo 3 delle riforme.
«Per il momento non sono arrivate richieste di sostituzione», ha riferito Emanuele Fiano, capogruppo in commissione e relatore alle riforme.

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