Scala 141207192956
FORZE DELL'ORDINE 13 Dicembre Dic 2014 1000 13 dicembre 2014

Sicurezza, il prefetto Tagliente e la rivoluzione del dialogo

Via gli autovelox. Carabinieri più discreti. Collaborazione. Come funziona la strategia della distensione tra agenti e cittadini.

  • ...

Un momento degli scontri tra forze dell'ordine e antagonisti.

La piazza della città del centro Italia era calda. Manifestanti e forze dell'ordine tesi. I due fronti si avvicinarono pericolosamente.
Fino a quando scoppiò lo scontro: sassi contro lacromogeni, cariche contro bastoni.
Un dirigente della polizia era perplesso per le scelte dei suoi superiori e confessò all'orecchio di un giornalista: «Meglio l'inchiostro del manganello, produce maggiore consapevolezza...».
L'episodio risale a qualche anno fa, ma è tornato di stretta attualità dopo le cariche della polizia a Roma contro gli operai della Ast di Terni e la guerriglia urbana alla prima della Scala di Milano.
DILEMMA DELL'ORDINE PUBBLICO. Repressione o dialogo? Prove muscolari della polizia o prevenzione degli scontri ed eventuale denuncia («l'inchiostro», appunto) contro chi compie atti di violenza?
È l'eterno dilemma dell'ordine pubblico, sempre motivo di polemica tra politica e cittadini, discusso il 5 dicembre a Roma (alla Federazione nazionale della stampa), in occasione della presentazione del libro Buone pratiche a Palazzo Medici - Il nuovo passo della Prefettura (editore Pacini).
TAGLIENTE A ROMA PER DUE ANNI. Si racconta, come una cronaca stesa da 16 giornalisti toscani, gli anni in cui Franceso Tagliente è stato prefetto di Pisa e, prima ancora, questore di Firenze e poi di Roma.
Quella “confessione” fatta in piazza è diventata poi la politica di Tagliente (in pensione da qualche mese) quando ha rivestito le cariche di questore e prefetto, dunque responsabile dell'ordine pubblico: agenti in strada, ma lontani dai cortei per evitare la scintilla che accende il fuoco.
Tagliente diventò questore di Roma tra il 2010 e il 2012 e nella Capitale dovette affrontare subito il problema dei derby Roma-Lazio con tutto il loro esplosivo carico di tensione tra gli ultrà.
PRESENZA 'LEGGERA' ALLO STADIO. Ma per due anni non ci furono scontri. I club furono spinti a promuovere il ritorno di famiglie e bambini alla partita, cosa che avvenne anche grazie alla scelta di rendere discreta e 'leggera' la presenza di polizia e carabinieri, sulla scia di quanto fatto a Firenze ed Empoli dove in alcuni casi il questore aveva deciso di tenere gli agenti addirittura lontani dallo stadio.

La rivoluzione di Pisa: spegnere tutti gli autovelox

Roma: la carica della polizia durante il corteo organizzato dagli operi della Ast di Terni (29 ottobre 2014).

La strategia della “non tensione” il prefetto, nel 2013, la applicò a Pisa.
In quell'anno in città e provincia infuriava una polemica su 45 mila contravvenzioni stradali a “notifica differita” nate dai rilevamenti effettuati dagli autovelox fissi piazzati sulle strade.
Certo, c'è chi aveva superato i limiti, ma il numero enorme di multe, molte delle quali contestate anche con legittimi motivi, creò un clima di sfiducia tra autorità e cittadini, sul quale Tagliente intervenne con una mossa in totale controtendenza rispetto a molti suoi colleghi.
Via tutti gli autovelox fissi, si ricominciò dalla prevenzione e, spiegò allora il prefetto, «dalla responsabilizzazione» di automobilisti e forze dell'ordine per arrivare il più possibile a una «collaborazione».
STORIE DI USURA ED EQUITALIA. Il libro, scritto da 16 cronisti dei giornali toscani, è anche un interessante spaccato di storie della crisi economica, pure drammatiche, legate ai suicidi di imprenditori oppressi dai debiti e, spesso, caduti nelle mani degli usurai.
Alcune di queste vicende hanno però un lieto fine e sono raccontate dai protagonisti che si sono rivolti al Servizio di ascolto e sostegno aperto nella prefettura di Pisa da Tagliente.
Tra queste storie c'è quella di Romano Cirini, allevatore di cavalli da corsa, che a un certo punto vide la sua azienda pignorata a causa della morsa tra i debiti reclamati da Equitalia e i crediti non pagati dallo Stato: «Finalmente il ministero dell'Agricoltura ha iniziato a pagarmi. Con un credito vantato e un'esposizione debitoria di 30 mila euro con Equitalia, se non si fosse interessato il prefetto avrei perso anche i cavalli. Ci sono stati momenti in cui, guardando al futuro, vedevo nero. Ora spero solo di potermi risollevare».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso