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TOTO QUIRINALE 14 Dicembre Dic 2014 1434 14 dicembre 2014

Patto del Nazareno, Berlusconi: «C'è anche il capo dello Stato»

Intervento telefonico del leader di Forza Italia: «Noi non possiamo dire no alle riforme». Ma il Pd lo smentisce.

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi ha provato a sparigliare le carte: «Nel patto del Nazareno è logico che ci sia anche il capo dello Stato».
L'ex Cavaliere lo ha detto intervenendo telefonicamente domenica 14 dicembre a una convention di Forza Italia a Imola. «Non potrà essere eletto un presidente della Repubblica che a noi non sembri adeguato all'alta carica che dovrà ricoprire».
STUZZICATO IL PD DI RENZI. Non è un caso che torni proprio ora sull'argomento, ben consapevole che le sue dichiarazioni otterranno l'effetto sperato.
Cioè agitare ancora di più le acque dentro il Partito democratico riunito in assemblea. Che infatti, tramite le parole di Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, ha subito smentito.
Silvio poi ha provato a giustificarsi con i suoi elettori: «Sapete com'è difficile in questo momento la posizione di Forza Italia. Abbiamo ritenuto di stipulare il patto del Nazareno, che ci dà tanto fastidio, perché non ci fa fare opposizione vera e ci crea problemi all'interno. Ma come facciamo a dire di no alle riforme che consentono il bipolarismo e il superamento del bicameralismo?».
«NOI CREDIBILI, MA NESSUNO RICORDA». Berlusconi ha spiegato che «la prima moralità nella politica è mantenere gli impegni e noi lo abbiamo fatto, ecco perché siamo credibili, abbiamo elevato pensioni minime, abolito l'Ici, abolito l'imposta di successione e le donazioni. Abbiamo introdotto una zona franca senza tasse fin a 8 mila euro e poi abbiamo realizzato 36 importanti riforme. Nessuno si ricorda le cose che abbiamo fatto, ne abbiamo fatte talmente tante che non ce lo ricordiamo nemmeno noi. Abbiamo fatto riforme senza mettere mani nelle tasche degli italiani».
«CON LA LEGA ACCORDO IMPORTANTISSIMO». Il leader di Forza Italia ha parlato anche dell'accordo che ha portato alla candidatura del leghista Alan Fabbri alla presidenza della Regione Emilia-Romagna: è stato, per l'ex premier, «frutto di un accordo nazionale che è importantissimo. Perché se noi ci presentiamo divisi si perde. Soltanto con l'unità si può vincere».
«LA MIA ASSENZA? È UN DANNO PER TUTTI». Tra le cause dei risultati deludenti di Fi alle ultime elezioni, per l'ex Cavaliere, c'è anche la sua assenza dalla scena: «Non è stata cosa da poco la mia assenza alla campagna elettorale, è stato un danno enorme per tutti. Il 15 febbraio io riconquisterò la mia piena agibilità politica e questo porterà a un cambio assoluto».

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