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REPRESSIONE 14 Dicembre Dic 2014 1500 14 dicembre 2014

Turchia, Erdogan stronca l'opposizione di Gulen

Arrestate 24 persone: c'è il direttore di Zaman, giornale vicino al predicatore.

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Recep Tayyip Erdogan.

Ennesima stretta repressiva da parte del governo Erdogan nei confronti dei sostenitori del leader religioso Fetullah Gulen.
L'operazione è scattata in 13 città turche e ha portato all'arresto di circa 24 persone.
Dal blitz è stato colpito anche Ekrem Dumanli, il direttore di Zaman, uno dei più importanti quotidiani turchi. Dumanli è considerato molto vicino a Fetullah Gulen, il predicatore islamico in esilio negli Stati Uniti e feroce oppositore della politica di Recep Tayyip Erdogan. Il premier turco da tempo accusa Gulen e i suoi sostenitori di azioni sovversive e terroristiche.
RAPPORTO NAUFRAGATO. In passato Gulen ed Erdogan erano in buoni rapporti: il predicatore aveva anche supportato economicamente le prime campagne dell'uomo forte dell'Akp. Qualcosa si è rotto tra i due ed è iniziata una vera e propria guerra civile a colpi di arresti, intimidazioni e azioni repressive.
Il regime al potere in Turchia dal 2002, dallo scorso inverno ha praticamente dichiarato guerra a Gulen, 73enne predicatore accusato di aver costituito 'uno Stato nello Stato' e complottato per rovesciare Erdogan.
In particolare il presidente accusa la confraternita Hizmet di essere all'origine delle inchieste per corruzione avviate dalla magistratura contro decine di personalità vicine al suo governo nel 2013, quando era primo ministro.
PUGNO DURO CONTRO CHIUNQUE. E sta usando il pugno duro contro chiunque costituisca una minaccia al suo potere ormai quasi assoluto, comunque legittimato dalle urne.
Tra l'altro anche decine di dirigenti e funzionari dell'anti-corruzione che dalla fine del 2013 avevano partecipato alle indagini sulla 'Tangentopoli del Bosforo' sono finiti in galera negli ultimi mesi.
L'attacco di Erdogan ai media potrebbe essere ben lontano dalla conclusione. Un misterioso personaggio aveva avvisato via Twitter che la polizia stava per arrestare 400 persone, tra cui 150 giornalisti.
USA E UE CONDANNANO. Prime reazioni negative all'ennesimo attacco di Erdogan ai media turchi sono venute in serata dall'Unione europea e dagli Stati Uniti. Un raid «contrario ai valori europei», ha dichiarato l'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue Federica Mogherini.
Mentre il Dipartimento di Stato americano ha espresso «preoccupazione», ribadendo che «la libertà di stampa» è un valore chiave della democrazia.

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