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TENSIONI 16 Dicembre Dic 2014 1737 16 dicembre 2014

Currò lascia il M5s, bagarre con Renzi in Aula

Il deputato dà l'addio al gruppo. Al Senato Renzi attacca: «Siete frustrati».

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Tommaso Currò.

Un addio tra le polemiche alla Camera e uno scontro in Senato. Per il Movimento 5 stelle, il 16 dicembre, è stata una giornata movimentata. Prima l'uscita di Tommaso Currò dal gruppo a Montecitorio, poi il confronto con il premier Matteo Renzi a Palazzo Madama.
E se nel primo caso i grillini sembrano aver snobbato l'addio di Currò («è un pezzo che abbiamo perso da molto tempo, se lo prendessero, è chiaro che Renzi sta andando a fare scouting, i pezzi marci se li prendesse lui. Avrà trovato il prezzo giusto così come per Orellana e altri», ha dichiarato la senatrice Barbara Lezzi) nel secondo è stata bagarre.
PROTESTE PER ROMA 2024. Mugugni e brusii si sono levati dai banchi del M5s a Palazzo Madama, quando il premier ha toccato il tema della candidatura dell'Italia all'Olimpiade. Proteste alle quali Renzi non ha esitato a replicare con ironia, ricordando come il Movimento sia «frustrato perché sta perdendo pezzi» e innescando la protesta dei pentastellati, che hanno gridato al premier «vergogna», con Airola e Lezzi, tra gli altri, particolarmente infuriati.
Un chiaro riferimento alle parole pronunciate poco prima alla Camera da Currò nella dichiarazione di voto a titolo personale sulla risoluzione relativa al Consiglio Ue: «Voglio sentirmi sereno e orgoglioso di lavorare per un progetto politico nel quale riconoscermi e attraverso il quale operare. Oggi questa condizione nel M5s non c'è più».
CURRÒ DÀ MERITI AL GOVERNO. Currò ha riconosciuto al governo «il merito di aver adottato per la prima volta decisioni in ambito europeo che hanno marcato un segno di discontinuità con le politiche di austerità del passato, concausa dello stato di crisi in cui versa oggi il Paese».
Poi l'attacco al M5s: «Da un lato c'è chi si assume la responsabilità di governare il Paese e dall'altro chi tenta di risolvere la crisi esclusivamente con atteggiamenti pregiudizievoli per la stabilità delle istituzioni della Repubblica».
Parole per cui è arrivata la standing ovation dei deputati del Pd e della maggioranza, mentre dal M5s dopo un silenzio iniziale qualcuno polemicamente ha fatto gesti di esultanza e altri sono andati da Currò a chiedergli il perché dell'abbandono.

RENZI CHIEDE RISPETTO PER I BIMBI PAKISTANI. Clima comunque meno teso di quello del Senato, dove gli animi si sono ancor più surriscaldati dopo che il premier, in maniera concitata e scatenando gli applausi del Pd, ha citato la strage di bambini avvenuta in Pakistan chiedendo che tra i pentastellati ci fosse «un po' di dignità» almeno di fronte all'attacco. «Avvoltoi, assassini», ha urlato la Barbara Lezzi rivolgendosi ai colleghi dem e accusandoli di strumentalizzare l'argomento, venendo poi richiamata immediatamente all'ordine dal presidente Grasso.

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