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SPACCATURA 16 Dicembre Dic 2014 2103 16 dicembre 2014

Movimento 5 stelle, altri ribelli pronti a lasciare

Dopo l'addio di Currò, nuove defezioni in vista. Riesplode la polemica interna.

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Tommaso Currò tra i banchi del M5S alla Camera, al termine del suo intervento in Aula.

Continua a perdere pezzi il Movimento 5 stelle. Il 16 dicembre Tommaso Currò ha lasciato il gruppo alla Camera e ha riacceso le polemiche interne, sempre più forti in vista dell'elezione del nuovo capo dello Stato.
Il deputato ha annunciato in Aula di «non riconoscersi più nel progetto politico» grillino e ha 'benedetto' il governo di Matteo Renzi votando a favore della risoluzione di maggioranza sul Consiglio europeo.
Una mossa che ha attirato le accuse di tradimento da parte degli ormai ex colleghi di Currò, ma si tratta solo dell'ultimo passo di un lungo cammino iniziato nell'aprile 2013 quando (a poche settimane dalle elezioni) il deputato siciliano criticò aspramente la linea Grillo-Casaleggio di chiusura a un accordo di governo con il Pd.
ALTRI DISSIDENTI PRONTI A LASCIARE. Il suo addio non cambia gli equilibri alla Camera, dove il Pd ha una maggioranza assoluta, ma viene letto come la prima di una possibile serie di defezioni tra i pentastellati. Potrebbero essere quattro o cinque (ma c'è chi parla addirittura di 20) i dissidenti a voler seguire Currò. In cima alla lista ci sono Mara Mucci, Walter Rizzetto, Tancredi Turco, Marco Baldassarre, Gessica Rostellato che, però, smentiscono.
PARTITA APERTA PER IL COLLE. Non si tratta della pattuglia di quasi 40 parlamentari che l'ala dissidente sperava di mettere insieme, ma comunque il pacchetto di mischia degli ex pentastellati (arrivati complessivamente a quota 23) potrebbe giocare un ruolo nella partita del Quirinale.
GRILLINI ALL'ATTACCO: «RENZI FA SCOUTING». Ciò che ha meravigliato è stata la decisione di Currò di non presentare le dimissioni da parlamentare, come fatto da altri dissidenti in passato, e contemporaneamente di aver appoggiato apertamente Renzi. «Voglio sentirmi sereno ed orgoglioso di lavorare per un progetto politico nel quale riconoscermi e attraverso il quale operare. Oggi questa condizione nel M5s non c'è più», ha spiegato in Aula.
«Currò è un pezzo che abbiamo perso da molto tempo, se lo prendano pure. È chiaro che Renzi sta andando a fare scouting, i pezzi marci se li prenda lui», ha attaccato la senatrice Barbara Lezzi.

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