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QUOTE ROSA 16 Dicembre Dic 2014 0600 16 dicembre 2014

Salvini e le donne scomparse dalla Lega Nord

Nessuna deputata. Niente elette alle Regionali. Nel partito solo Claudia Terzi. Misoginia o casualità? L'ex deputata Lussana: «Matteo, ci siamo anche noi».

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Claudia Terzi, responsabile Ambiente del Carroccio.

Sarà anche il Capitano che ha risollevato le sorti della Lega Nord affossata dallo scandalo Belsito.
Il rinnovatore in grado - sondaggi Ixè alla mano - di convincere della bontà della sua proposta politica pure il 14% di elettori meridionali, Isole comprese.
Sarà il leader del 'no euro-no clandestini-prima gli italiani' che si batte contro i campi rom e per la flat-tax.
E che, in politica estera, fa l'occhiolino a Vladimir Putin e Marine Le Pen.
Ma Matteo Salvini è anche un segretario che, visti i numeri, delle donne pare non fidarsi.
A partire dal suo cerchio magico composto da 40enni, uomini, spesso suoi amici.
TERZI UNICA CONFERMATA. A un anno dalla sua elezione alla guida della Lega balza agli occhi la scarsità di signore. Nel partito prima di tutto.
L'unica nominata è stata Claudia Terzi, assessore della Regione Lombardia voluta da Maroni, e confermata responsabile Ambiente del Carroccio.
Salvini come suoi vice ha scelto il piemontese Riccardo Molinari e il ligure Edoardo Rix. E alla Sicurezza e all'Immigrazione il nigeriano Toni Iwobi.
MONTECITORIO, CHI LE HA VISTE? A Montecitorio le deputate sono scomparse.
«E le liste», fa notare chi mastica di questioni padane, «le hanno stilate Salvini e Maroni».
Al Senato, invece, le rappresentanti sono cinque. «Tutte venete. E dunque volute dal segretario nazionale Flavio Tosi». Per non parlare del recente voto regionale. In Emilia Romagna, nonostante il buon risultato, gli eletti sono unicamente uomini.
LA GESTIONE WOMAN FRIENDLY DI BOSSI. Una gestione diversa da quella del Senatùr Umberto Bossi e di Roberto Maroni. Che di donne nella sua giunta ne ha chiamate addirittura otto, quattro delle quali leghiste.
Vero, ai tempi di «Roma ladrona» la faceva da padrone il 'celodurismo militante'.
Ma Bossi «ha sempre voluto molte donne accanto, posizionandole anche in posizioni apicali», spiega a Lettera43.it Aurora Lussana, ex direttore de la Padania.
Basta ricordare Giovanna Bianca Clerici da Busto Arsizio che arrivò alla commissione di vigilanza Rai.
Anzi, proprio quel celodurismo, quel 'sano priapismo ancestrale' aveva intercettato il voto di molte signore.
«Il Senatùr», ricorda Lussana, «amava ripetere: 'La Lega ha cominciato a crescere quando sono arrivate le donne'».

«Matteo non è misogino, ma si fida solo di uomini»

Aurora Lussana, ex direttore de la Padania.

Ma anche per Lussana non si tratta tanto di avversione alle quote rosa o di misoginia padana.
«Conosco Matteo dai tempi dell'università e non ha nulla contro le donne. Evidentemente tra le persone di cui si fida non ce ne sono. Tutto qua».
In occasione dell'ultimo evento targato Alberto da Giussano - l'incontro con l'economista e padre della Flat tax Alvin Rabushka, il 13 dicembre a Milano - qualche partecipante però chiedeva a bassa voce perché sul palco «non ci fossero donne».
LA MALEDIZIONE DELLA STREGA NERA. Non è da escludere poi che la figura della donna in Lega sia ancora associata a Manuela Marrone, l'ex first sciura, e a Rosi Mauro, potente plenipotenziaria del Sinpa, il sindacato padano, soprannominata la «strega nera».
O a quella Monica Rizzi, ex assessore lombardo allo Sport amica di Renzo 'il Trota' Bossi, accusata di aver ordito la macchina del fango contro i barbari maroniani.
Tutte attrici di quel Cerchio magico - somigliante più a un gineceo - che secondo molti avrebbe circuito e sfruttato l'ex capo malato.
TERZI: «SERVIREBBERO LE QUOTE AZZURRE». Di questa assenza rosa, l'unica 'sopravvissuta' Terzi non se ne è nemmeno accorta. Anzi, si stupisce della domanda.
«Ci sono zone della Bergamasca», dice, «in cui dovrebbero esserci le quote azzurre. Molti amministratori sono donne. Non si tratta certo di un proiblema culturale».
Di più, e questo è un po' un leitmotiv delle amazzoni leghiste, le quote rosa offendono le donne.
«Non abbiamo certo bisogno di facilitazioni», continua l'assessore, «siamo abbastanza in gamba per affermarci da sole. È una questione che va oltre il sesso. Se una persona è in gamba allora fa strada».
LUSSANA: «UN'ASSENZA INCOMPRENSIBILE». Non la pensa allo stesso modo l'ex deputata Carolina Lussana (che con l'ex direttore de la Padania non ha alcun legame di parentela), una delle escluse eccellenti alle ultime Politiche.
«Non comprendo l'assenza di donne», precisa, «ce ne sono tantissime e in gamba. Salvini dovrebbe candidarle e, soprattutto, creare le condizioni affinché vengano elette».
Inutile, insomma, relegarle a fanalini di coda delle liste. Lussana lancia un appello al segretario federale artefice della ripresa del Carroccio: «Matteo ci siamo pure noi, ricordalo».
Una copertina a torso nudo e incravattato non basta a soddisfare gli appetiti delle signore.

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