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POLITICA 17 Dicembre Dic 2014 1655 17 dicembre 2014

Diritti gay, il Pd a Faenza vota per la «famiglia naturale»

A Faenza i dem si dividono su un testo di Fi. Per i nuclei fatti da uomo e donna. Il sindaco appoggia il documento. Poi chiarisce: «Cercherò di migliorarlo».

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Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza.

La famiglia non si tocca. Anzi, si deve sostenere e proteggere. Ma occhio, solo se «naturale», cioè espressamente «fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna».
Cioè se intesa come «istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita».
L'ODG DELLE POLEMICHE. Non si tratta di una nota della Cei, ma dell'incipit di un ordine del giorno approvato a maggioranza dal Comune di Faenza a guida centrosinistra con il quale si chiede alla Regione di organizzare la «festa della famiglia naturale fondata sull'unione fra uomo e donna, promuovendone, sia direttamente sia indirettamente, attraverso scuole, associazioni ed enti locali, la valorizzazione dei principi culturali, educativi e sociali».
Non solo. Il Consiglio comunale chiede al governo centrale «la non applicazione del documento standard per l'educazione sessuale in Europa, redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità» e alla Giunta di «introdurre il 'fattore famiglia' quale criterio di sostegno alle politiche attive e passive al reddito delle famiglie faentine».
PARTITO DEMOCRATICO SPACCATO IN DUE. Accade così che nel cuore della rossa Romagna, il Partito democratico si spacchi in due.
Già perché l'Odg presentato da Forza Italia è stato votato da sette consiglieri dem su 14. Tra cui il sindaco Giovanni Malpezzi, il presidente del Consiglio Luca de Tollis, e la neoeletta in Regione e membro della direzione nazionale del Pd Manuela Rontini.
Con un passato di segretaria regionale dei giovani della Margherita, Rontini nel suo curriculum online racconta di essere «cresciuta in parrocchia» e di essere «da sempre impegnata nell'associazionismo e nel volontariato».
PAGLIA (SEL): «EFFETTO DEL PARTITO DELLA NAZIONE». Non stupisce quindi il suo voto favorevole, dice a Lettera43.it il deputato Sel ravennate Giovanni Paglia. «Il Partito democratico ormai ha perso la bussola, manca una riflessione condivisa su questi temi».
Per Paglia il caso non è che il risultato di quel «partito della Nazione acchiappatutto» che sogna Matteo Renzi. Una sorta di patto del Nazareno in versione locale.

Il dietrofront del sindaco: «Mi farò promotore di un testo più rispettoso»

Una famiglia gay.

Faenza in Romagna è un po' una mosca bianca, nel vero senso della parola visto che da queste parti don Camillo ha sempre avuto più appeal di Peppone.
Il paesone di 59 mila anime a nemmeno 60 chilometri a Est di Bologna si trova così al centro della bufera, con il Pd di Ravenna che annuncia dure prese di posizioni e il sindaco Malpezzi - outsider che ha vinto le primarie del centrosinistra - costretto a difendersi via comunicato stampa.
«UN DOCUMENTO POCO RIUSCITO». «Temi complessi come quello della famiglia nella società di oggi, che attraversano sensibilità e considerazioni etiche prima ancora che politiche, mal si addicono infatti a un semplice resoconto sull'approvazione di un ordine del giorno, più o meno riuscito. In questo caso, lo dico fin da subito, poco riuscito», ha scritto il primo cittadino, ricordando come l'Odg originale di Forza Italia (leggi il testo) contenesse «considerazioni del tutto inaccettabili, frutto di un'impostazione ideologica sbagliata e retrograda».
TUTTO PER IL QUOZIENTE FAMILIARE. Considerazioni che intorno alla mezzanotte di lunedì 15 dicembre «sono state stralciate», spiega il primo cittadino. Per introdurre quel «fattore famiglia che ricalca la proposta di quoziente familiare presente nel programma di mandato di questa amministrazione. Ho temuto che un voto contrario su questo aspetto sarebbe stato letto come una evidente incoerenza. Il motivo del mio voto sta solamente qui».
Il fine dunque ha giustificato i mezzi. Pazienza per quella definizione di «famiglia naturale» che ha fatto storcere il naso a più di un piddino.
«NON VOGLIO DISCRIMINARE NESSUNO». Così Malpezzi ha dovuto mettere in chiaro di non voler «discriminare qualcuno e qualcosa». Atteggiamento «che non solo non mi appartiene, ma ritengo non possa appartenere ad alcun amministratore pubblico degno di questo nome. Lungi da me alcun intento di voler rappresentare posizioni confessionali o considerate oltranziste». Promettendo di farsi promotore di un «documento più rispettoso».
Insomma si è trattato di una superficialità, dovuta forse «all'ora tarda in cui è stato votato il documento», sussurrano dall'entourage del sindaco.

Il documento denuncia la «propaganda contro la famiglia naturale»

Michele De Pascale, segretario del Pd di Ravenna.

Vero è che la proposta originaria di Forza Italia era più in sintonia con la vicina festa medievale di Brisighella che non con la svolta pro-gay voluta da Francesca Pascale e appoggiata da Silvio Berlusconi.
Nel documento si denunciava infatti una «propaganda contro la famiglia naturale», messa in atto col pretesto di «combattere inutili stereotipi con la proiezione di film e sitcom a tema e la diffusione di fiabe rivedute e corrette in chiave omosessuale».
E si rigettava il testo standard europeo di educazione sessuale redatto dall'Oms che insegna a identificare «i genitali nei dettagli e l'identità di genere, ovvero la scelta se essere maschi o femmine».
RIDOLFI (FI): «MALPEZZI CI HA SPIAZZATI». Eppure la capogruppo di Fi Raffaella Ridolfi la appoggia in pieno, dicendosi addirittura sorpresa del risultato del voto in Consiglio.
«Quando abbiamo presentato l'Odg il sindaco ha spiazzato tutti dicendo che senza la parte delle considerazioni poteva passare, mettendo in imbarazzo il suo capogruppo. Poi dopo cinque minuti di pausa della seduta il Pd ha deciso di votare secondo coscienza».
LA LEVATA DI SCUDI DEL PD DI RAVENNA. Coscienza incosciente, visto che il Pd di Ravenna ha alzato la voce. Il segretario Michele De Pascale è netto: «Una famiglia è 'naturale' quando è fondata sull'amore e sul rispetto. L'ordine del giorno presentato da Forza Italia a Faenza andava esattamente nella direzione opposta e le parziali modifiche effettuate e il riferimento al doveroso sostegno alle famiglie numerose non sono sufficienti a mitigarne la strumentalità», ha scritto sulla sua pagina Facebook e confermato al telefono con Lettera43.it.
Dunque la bianca Faenza nel cuore della rossa Romagna potrebbe finire per festeggiare la festa della famiglia naturale con il verde Veneto, prima Regione italiana ad avere istituito la giornata che coinvolge tutte le scuole. Una vittoria per l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan. Più che un gemellaggio, sembra una grande famiglia.

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