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CAOS POLITICO 17 Dicembre Dic 2014 2106 17 dicembre 2014

Grecia, elezione presidente: prima fumata nera

Dimas, candidato di Nea dimokratia, fermo a 160 preferenze. Ne servono 200. Samaras valuta alternative.

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Antonis Samaras, premier greco.

Prima fumata nera per l'elezione del presidente della Repubblica in Grecia. Il candidato governativo Stavros Dimas, 73 anni, membro di Nea dimokratia del premier Antonis Samaras ed ex commissario europeo, ha ottenuto solo 160 preferenze sulle 200 necessarie per farcela.
TRABALLA IL GOVERNO. Mentre i 'presente' (equivalenti a 'no') sono stati 135 e gli assenti 5. Il voto, come diversi analisti avevano previsto, ha fatto traballare il governo Samaras in quanto si sta già cominciando a delineare il rischio di stallo nelle prossime due tornate: quella del 23 (il cui inizio è stato fissato a mezzogiorno) e quella del 29 dicembre.
Secondo alcuni esperti, il divario emerso tra i 160 'sì' e i 180 voti necessari appare incolmabile anche col calo del quorum. L'impressione è che i 20 deputati che servono non si troveranno e che si andrà inesorabilmente alle urne.
Con tutti i contraccolpi che un tale sbocco può arrecare sia alla stabilità politica del Paese sia alla situazione economica a fronte dei creditori internazionali e dei mercati.
APPELLO DI SAMARAS PER IL FUTURO IN EUROPA. Proprio per ricordare ai parlamentari questi rischi, Samaras, pochi minuti prima dell'inizio delle operazioni di voto, ha diffuso un laconico comunicato in cui in sostanza ha detto che votare per il candidato del governo è «una scelta per evitare un'avventura che potrebbe rivelarsi fatale per le prospettive europee della Grecia».
Fonti vicine a Nea dimokratia si sono comunque dette ottimiste sul fatto che alla terza votazione il governo possa portare a casa le 180 preferenze richieste. Per far ciò, anche se pubblicamente il primo ministro lo ha escluso in maniera categorica, in molti cominciano a pensare che Samaras possa cambiare cavallo poco prima della terza votazione e, come un prestigiatore, tirare fuori dal cilindro un nome nuovo sul quale possano convergere anche i voti dei partiti di destra all'opposizione: come ad esempio Greci indipendenti (creato da un gruppo di transfughi da Nea dimokratia).
NEL 2004 NEA DIMOKRATIA CAMBIÒ CANDIDATO. Non sarebbe del resto la prima volta che il partito di Samaras ricorre a questo espediente: nel dicembre 2004 per evitare il rischio di elezioni anticipate, minacciate dal socialista Pasok all'opposizione, l'allora leader conservatore Costas Karamanlis scelse come candidato del governo l'adesso uscente Karolos Papoulias, un veterano della politica osannato dalle sinistre al quale il Pasok non poté dire di no.
È forse proprio per cercare di coagulare anche i voti dei 12 deputati di Greci indipendenti sul nome di Stavros Dimas (o per ventilare loro l'ipotesi di un nuovo candidato da appoggiare), che la sera del 17 dicembre Constantinos Mitsotakis, ex premier e presidente onorario di Nea dimokratia, ha reso noto di avere invitato per la mattina seguente nel proprio ufficio Panos Kamenos, leader del partito: per un colloquio a tu per tu che potrebbe rappresentare l'ultima spiaggia per sbloccare la situazione.

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