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SPIN DOCTOR 17 Dicembre Dic 2014 1449 17 dicembre 2014

Ricerca Usa: come si informano gli elettori politicizzati

I liberal sono social e seguono più media. I conservatori solo chi la pensa come loro.

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La copertina del Wall Street Journal.

Ci sono molte differenze tra il mondo politico americano e quello di casa nostra. Tuttavia le tendenze si assomigliano ed è a queste che dobbiamo guardare, più che ai dati reali della geografia dei partiti e dei leader, se vogliamo cogliere gli aspetti di novità nell’umore e nell’indole degli elettori.
In attesa che qualche istituto di ricerca si concentri sul “caso Italia” è interessante sfogliare il recente studio del Pew Institute che, nell’ambito del Journalism Project, ha raccolto una serie di indagini sulle abitudini dei simpatizzanti politici e degli elettori nelle loro scelte di informazione e sulla polarizzazione delle opinioni sui social media.
Un tema che andrebbe esaminato a fondo soprattutto dai politici che così potrebbero rendere più efficaci le loro campagne elettorali, ma anche il loro posizionamento nel day by day.
DIMMI CHI VOTI E TI DIRÒ CHE MEDIA SEGUI. Quando si tratta di ottenere notizie di politica e di governo, liberali e conservatori abitano mondi diversi.
Lo studio del Pew Institute analizza il modo in cui i cittadini americani apprendono le notizie attraverso tre differenti canali: i media tradizionali, i social media e le conversazioni tra famigliari e amici.
In tutte e tre le aree la ricerca rileva che le persone con le vedute ideologiche più a sinistra o a destra dello spettro politico hanno flussi di informazione che sono distinti da quelli degli individui con idee politiche più moderate – ma soprattutto molto distanti l'uno dall'altro.
MODI DIVERSI DI INFORMARSI. Nella ricerca in esame sono risultati cinque cluster, per così dire, “ideologici” (liberali coerenti, per lo più liberali, misti, per lo più conservatori e conservatori coerenti) attraverso le risposte a 10 domande su una serie di valori politici.
Non sorprende che coloro che esprimono opinioni fortemente conservatrici o liberali abbiano modi diversi di informarsi in tema di politica e di governo, soprattutto in un Paese dove i media sono fortemente collocati politicamente. È la profondità di questa divisione - e le differenze con coloro che forti visioni ideologiche non le hanno - che è sorprendente.
Quattro conservatori convinti su 10 (39%) e il 30% dei liberali convinti si presta a discussioni politiche, parla spesso di politica, viene interpellato per avere informazioni riguardo al dibattito elettorale e descrive se stesso come leader piuttosto che ascoltatore attento in questo tipo di conversazioni.

Nel complesso, lo studio rileva che i cosiddetti conservatori:

  • Sono strettamente raggruppati attorno ad una singola fonte di informazione, molto più di qualsiasi altro gruppo nel sondaggio, con il 47% che cita Fox News come fonte principale.
  • Esprimono diffidenza e sfiducia su 24 delle 36 fonti di notizie citate nel sondaggio. Allo stesso tempo, l’88% dei conservatori convinti si fida di Fox News
  • Hanno più probabilità di avere amici che condividono le loro opinioni politiche. Due terzi (66%) dicono che la maggior parte dei loro amici condivide le loro opinioni sul governo e la politica.

Al contrario, quelli liberali convinti:

  • Sono meno unificati nella loro fedeltà ai media; si basano su una più ampia gamma di news, come Npr e il New York Times.
  • Esprimono fiducia su 28 delle 36 agenzie di stampa del sondaggio. Npr, Pbs e Bbc sono le fonti di notizie più affidabili.
  • Sono quelli che con più probabilità bloccano o tolgono l’amicizia a qualcuno sui social network a causa della politica.

Come dicevamo, quando si tratta di scegliere una fonte media per le notizie politiche, i conservatori si orientano principalmente su Fox News.
Quasi la metà dei conservatori convinti (47%) cita il network come propria fonte principale, a cui si aggiunge il 30% dei cosiddetti per lo più conservatori. Nessun altro media, quotidiano o broadcaster che sia, si avvicina neanche lontanamente a raggruppare il 77% della fiducia di un’ala politica americana.
I LIBERALI PREFERISCONO PIÙ FONTI. I liberali convinti infatti hanno una gamma di fonti di notizie politiche più ampia – tra le quali nessuna è citata da più del 15% dei liberali convinti e dal 20% di coloro che sono per lo più liberali.
Un altro dato molto interessante, è il confronto politico che i liberali convinti ingaggiano su Facebook. Il 44% di loro dichiara che ha più di una volta bloccato o addirittura cancellato dalla lista degli amici una persona per le visioni politiche contrastanti con le proprie.
Dall’altro lato, sono più propensi a linkare o seguire gruppi sui social media intorno a un tema politico specifico il 60% dei liberali convinti contro il 46% dei conservatori convinti.
CONSERVATORI MENO ATTIVI SUI SOCIAL. All’opposto, invece, i conservatori tendono a costruirsi una rete di relazione sociale votata alla somiglianze con gli altri user.
Twitter o Facebook non fa differenza, il 47% dei conservatori coerenti dichiara di cercare e guardare notizie in linea con la propria visione politica, evitando a priori le notizie divergenti dal loro sentiment.
Così negli Stati Uniti.
E in Italia valgono le stesse regole? Sarebbe interessante studiarlo, osservando più da vicino i lettori di Repubblica, del Corriere, del Fatto Quotidiano o de Il Giornale.
O l’atteggiamento politico dei sostenitori del Pd e di Forza Italia sui social network.
Impareremmo di più di come aumentare il consenso politico, ma forse anche di come catturare qualche lettore in più.

Gialuca Comin è professore di Strategie di Comunicazione, Luiss, Roma

Twitter: @gcomin

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