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CRONOLOGIA 18 Dicembre Dic 2014 1115 18 dicembre 2014

Cuba-Usa, la cronologia della Guerra fredda

Dalla Baia dei Porci alla crisi dei missili. Per oltre mezzo secolo L'Avana e Washington sono state in conflitto. Fino alla svolta decisa da Obama e Raul.

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A sinistra il presidente Usa Barack Obama e Raul Castro.

Cinquantacinque anni di lontananza tra Cuba e Usa e poi l'improvvisa svolta.
È durata oltre mezzo secolo la tensione tra L'Avana e Washington che mercoledì 17 dicembre hanno deciso di dare vita a una nuova stagione di dialogo, iniziata con la liberazione del contractor Alan Gross - detenuto a Cuba per cinque anni - e di un altro 'misterioso' americano, e con il rilascio parallelo di tre agenti cubani da una prigione del North Carolina.
INTESA SULL'EMBARGO. Quasi in contemporanea, il presidente Usa Barack Obama e il governo di Cuba guidato da Raul Castro, hanno così raggiunto un'intesa che allenta l'embargo e apre la porta al ristabilimento dei rapporti diplomatici, anche per merito della mediazione del Vaticano e di papa Francesco.
TENSIONI DAGLI ANNI 50. I rapporti tra i due Paesi iniziarono a deteriorarsi con il trionfo della Rivoluzione cubana, nel 1959, e poi con il catastrofico blitz Usa della Baia dei Porci, fino ad arrivare alla cosiddetta 'Crisi dei Missili', nel 1962, con la costruzione di una postazione missilistica Urss a Cuba e la minaccia americana di una guerra atomica.
Fu a quel punto che Washington decise di interrompere qualsiasi rapporto con L'Avana.

Un mezzo degli anti-castristi: negli Anni 60 gli Usa fallirono l'operazione per riprendersi l'Isola (©Ansa).

IL FLOP DI BAIA DEI PORCI. Tutto era, infatti, partito dal tentativo fallito degli Usa di rovesciare il regime di Fidel Castro: il 17 aprile 1961, con l'appoggio dei servizi segreti americani, circa 1.500 esuli cubani sbarcano nella 'Bahia de Cochinos', a Sud de L'Avana. Ma l'operazione della cosiddetta Brigata 2056 si rivelò un fiasco. E nella spedizione morirono un centinaio di anti-castristi (1.200 i prigionieri).
Ancor più disastrose le conseguenze diplomatiche per gli Usa che spinsero Castro tra le braccia dell'Unione Sovietica e offrendo a Mosca un alleato (e basi militari) a poche decine di chilometri da Miami.
CRISI DEI MISSILI NEL 1962. Un anno dopo la crisi della Baia dei Porci si giunse addirittura a un passo dalla Terza Guerra mondiale, con la crisi dei missili installati segretamente dai sovietici a Cuba, secondo alcuni storici come risposta ai missili Usa puntati contro Mosca in Turchia.
Appena scoperta la cosa, John Fitzgerald Kennedy proclamò in tivù che qualsiasi attacco dall'Isola sarebbe stato considerato un attacco sovietico, annunciando un blocco navale (ufficialmente una quarantena) di Cuba per evitare la consegna di nuovo materiale bellico da Mosca.

John Fitzgerald Kennedy è stato il 35esimo presidente degli Usa e nel 1962 dovette gestire la crisi dei missili con Cuba (©Ansa).

JFK IMPONE L'EMBARGO. La crisi rientrò dopo alcuni giorni di tensione altissima - durante i quali anche papa Giovanni XXIII mise a disposizione i suoi buoni uffici per riavvicinare le due superpotenze - quando Kennedy accettò l'offerta di Nikita Krusciov che impegnava l'Urss a ritirare i missili in cambio di una garanzia di non aggressione all'Isola.
Ma lo scontro fra i due Paesi sarebbe rimasto rovente e, poco tempo dopo la 'Crisi dei Missili' Kennedy dichiarò il blocco totale dell'interscambio, dando il via di fatto al cosiddetto Bloqueo: l'embargo economico, commerciale e finanziario che per decenni avrebbe messo in ginocchio l'economia cubana.
L'INUTILITÀ DEL BLOCCO. Il dibattito sulla reale efficacia di quel blocco, che andava a colpire soprattutto la popolazione più povera dell'isola, non è tuttavia mai cessato. Mentre il potere dei Castro non è caduto.
Nel 2009, aprendo un primo spiraglio, Obama ha revocato una serie di restrizioni, agevolando per esempio i viaggi degli americani che hanno famiglia sull'isola caraibica e l'invio delle rimesse. Poi, a segnalare il desiderio di un disgelo, la 'storica' stretta di mano con Raul ai funerali di Nelson Mandela, a dicembre 2013. Qualcosa stava già cambiando.

Ecco le date più significative della crisi tra Usa e Cuba

1959 - Trionfo della Rivoluzione Cubana, l'esercito rivoluzionario entra all'Avana.

1961 - Scatta l'invasione della Baia dei Porci, ma il tentativo da parte di esuli cubani e mercenari addestrati dalla Cia per invadere Cuba e rovesciare il governo di Fidel Castro, fallisce.

1962 - Scoppia la 'Crisi dei missili'. Un aereo spia U-2 Usa evidenzia la costruzione di una postazione missilistica Urss a Cuba; il presidente Kennedy dichiara l'Unione Sovietica direttamente responsabile di eventuali attacchi missilistici da Cuba. E ordina una 'quarantena' navale dell'isola per prevenire ulteriori consegne di materiale militare. La crisi termina il 28 ottobre con il ritiro dei missili sovietici.

1962 - Kennedy dichiara il blocco totale dell'interscambio.

1975-1980 - Gli Usa alleggeriscono alcune misure dell'embargo.

1981 - Con l'avvento dell'amministrazione Reagan inizia una nuova fase di inasprimento del blocco.

1992 - Il presidente George Bush padre firma la legge denominata «Democrazia a Cuba», nota come legge Torricelli. Stabilisce, tra le altre cose, che le filiali di società Usa anche se straniere e operanti in Paesi terzi non potranno in nessun caso commerciare con Cuba. Le navi di Paesi terzi che abbiano toccato porti cubani non possono caricare né scaricare merci in porti degli Stati Uniti per un periodo di sei mesi.

1996 - Bill Clinton dà il via libera alla legge Helms-Burton, che inasprisce ancora di più il blocco.

2004 - George W. Bush approva nuove limitazioni ai viaggi.

2013 - Stretta di mano tra Obama e Raul Castro per i funerali di Nelson Mandela

2014 - Disgelo tra Cuba e Usa deciso da Obama e Raul.

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