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QUIRINALE 18 Dicembre Dic 2014 1131 18 dicembre 2014

Napolitano: «Imminente la fine del mio mandato»

Il presidente: «Non c'era alternativa a Renzi». Grillo attacca: «Si costituisca».

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Giorgio Napolitano ha scelto di stare accanto al governo Renzi fino all'ultimo giorno del suo mandato. Una data che è ormai «imminente».
Nel suo discorso al corpo diplomatico del 18 dicembre, il capo dello Stato ha confermato l'intenzione di lasciare presto il Quirinale, schierandosi ancora una volta accanto all'esecutivo.
«CORAGGIOSO SFORZO». «L'opera portata avanti dal presidente Renzi e dal governo» rappresenta «un coraggioso sforzo per eliminare alcuni nodi e correggere mali antichi che hanno frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura della società italiana e del suo sistema politico», ha detto.
Quello del premier, secondo Napolitano, è «un lavoro difficile e non privo di incognite». Ma soprattutto non c'erano «alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese».
MESSAGGIO DI FIDUCIA. Napolitano non ha nascosto quanto «pesantemente» la crisi stia «affliggendo» il Paese; ma allo stesso tempo il presidente ha voluto lanciare un messaggio di fiducia da inviare all'estero, con l'auspicio che vengano lasciate da parte quelle che ha definito «rappresentazioni di stampo ipernegativo, se non catastrofiche» dell'Italia.
PERMANENZA LEGATA AL SEMESTRE EUROPEO. Resta valido tutt'oggi il paletto da tempo fissato da Napolitano, cioè la sua permanenza al Colle fino alla fine del semestre europeo italiano. Ma, al di là di quando e come Napolitano lascerà il Quirinale, il discorso non si sposta di un millimetro da quanto detto dal presidente nelle ultime settimane: cioè l'indispensabilità delle riforme e la necessità di garantire la legislatura per non perdere l'occasione di sfruttare il dinamismo di Renzi.
JUNCKER PROMOSSO. Parole di supporto anche per l'Unione europea: «È innegabile che la Commissione guidata dal presidente Juncker abbia un profilo più nettamente sovranazionale e si ponga obiettivi ambiziosi per rispondere alle sfide comuni in una chiave certamente più 'politica' di quelle che l'hanno preceduta», ha detto Napolitano, puntando comunque l'indice sul tema dell'immigrazione.
«Nel corso del semestre di presidenza italiana siamo riusciti a far comprendere che gli epocali fenomeni migratori connessi con i tragici eventi in Medio Oriente e in Africa costituiscono una vera emergenza europea e che come tale vanno affrontati. Solo sulle coste italiane sono state quest'anno tratte in salvo 170 mila persone».
«CUBA-USA SVOLTA STORICA». Uno sguardo anche ai fatti extra continentali, con un plauso alle aperture tra Stati Uniti e Cuba, definite «una svolta storica», dovuta anche «alla illuminata mediazione della Santa Sede».
Sulla minaccia del terrorismo islamico, Napolitano ha detto: «Noi riteniamo di essere dalla stessa parte dell'Islam, l'Islam colto, aperto e civile che ha lasciato una traccia profonda nella storia del mondo e che ancora, ne sono certo, darà un contributo importante al cammino dell'umanità. Bisogna evitare che la doverosa contrapposizione verso chi esercita la violenza terroristica e cerca oggi di imporre una visione del mondo fanatica, arcaica e oscurantista venga percepita come una contrapposizione tra Occidente e Islam».

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