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OPINIONE 18 Dicembre Dic 2014 1923 18 dicembre 2014

Sanzioni alla Russia, Renzi dice no

Crisi ucraina, il premier da Bruxelles: «Mosca in difficoltà non serve a nessuno».

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Il premier Matteo Renzi.

La Russia «deve essere portata fuori dall'Ucraina e dentro le grandi questioni internazionali, Mosca in difficoltà non serve a nessuno». Matteo Renzi, ne è convinto, e nel giorno delle nuove sanzioni alla Crimea ha lanciato il suo avvertimento da Bruxelles.
RENZI: «SERVE RIFLESSIONE DIVERSA». A chi gli chiedeva se la politica della linea dura nei confronti del Cremlino possa continuare, il premier italiano ha risposto: «Assolutamente no. Sulla Russia noi proseguiamo con la nostra posizione storica: occhio a non immaginare un potere salvifico della politica come è stata improntata in questi mesi», bisogna fare «una riflessione sulla Russia diversa da quella fatta fino ad oggi».
Che le sanzioni funzionino è dimostrato dalla crisi del rublo. Ma i danni sull'economia russa si stanno estendendo al resto del mondo. Così è tutta l'Ue ad avere dubbi sull'opportunità di tenere ancora questa strategia.
HOLLANDE: «LA RUSSIA INVII SEGNALI POSITIVI». Se ne è parlato durante il vertice tra i leader europei. «Se la Russia ci invia i segnali che ci aspettiamo, non c'è motivo di nuove sanzioni ma, anzi, converrebbe al contrario cominciare a vedere come possiamo impegnarci ad andare verso una de-escalation», ha sostenuto il presidente francese François Hollande.
Più dura la posizione della cancelliera tedesca Angela Merkel: «Sta alla Russia accettare la nostra offerta di dialogo sulla base dell'ordine pacifico che vige in Europa, fino a quando non sarà raggiunto questo obiettivo, le sanzioni saranno inevitabili».
MOSCA NON MOLLA CRIMEA E SEBASTOPOLI. E, almeno a parole, il Cremlino non sembra voler rinunciare ai territori annessi. Assicurando la fine della crisi entro due anni, il presidente Vladimir Putin ha ribadito che le difficoltà attuali non sono «il prezzo della Crimea» ma quello «per il naturale desiderio di sopravvivere come nazione», e una nota del ministero degli Esteri russo ha puntualizzato che «Bruxelles deve rendersi conto che la Crimea e Sebastopoli sono parte integrante della Federazione russa».
La crisi russa, col crollo del rublo, della borsa di Mosca, la corsa all'accaparramento, ha spiegato l'Alta rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini, che ha commentato: «Non è una buona notizia né per l'Ucraina, né per la Ue e il resto del mondo, ma Putin deve riflettere e passare ad una modalità di cooperazione».
Ad augurarselo è anche il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, nella speranza che il governo russo «stia considerando come fare un passo indietro senza perdere troppo la faccia».

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