Fitto 140129174651
POLITICA 19 Dicembre Dic 2014 1941 19 dicembre 2014

Berlusconi, Fitto è una minaccia per il Quirinale

B vuole disfarsi dell'eurodeputato. Per disinnescare i 40 frondisti che potrebbero votare col Pd sul capo dello Stato. Ma lui non cede: «Non me ne andrò mai da Fi».

  • ...

Raffaele Fitto.

Silvio Berlusconi tenta la spallata finale per cacciare Raffaele Fitto.
Il Cav attraverso i suoi colonnelli, torna alla carica: Fitto accetti la candidatura in Puglia.
Tradotto: si levi dalle scatole e torni in periferia. Peggio: vada a farsi sconfiggere dal superfavorito del Pd Michele Emiliano, così Fi se lo toglie di torno per sempre, visto che lui non se ne va.
QUARANTA FRANCHI TIRATORI IN FI. Dopo un paio di giorni di apparente caos calmo, a metà pomeriggio di venerdì 19 dicembre dentro Forza Italia riscoppia il putiferio. E il caos azzurro si proietta immediatamente sulla partita per il Colle.
Non a caso Fitto ai suoi avrebbe detto una frase inequivocabile: «Così però Berlusconi aumenta il rischio di andare al tana libera tutti per il Quirinale». Significherebbe: una quarantina - ma c’è tra i fittiani chi giura anche 50 - di franchi tiratori azzurri che uniti a quelli della minoranza Pd renderebbero l’elezione per il successore di Giorgio Napolitano un vero Vietnam, che lascerebbe sul campo un’interminabile scia di morti e feriti.
QUIRINALE, LA MINACCIA DEI FITTIANI. Ma il rischio per l’ex premier potrebbe essere anche peggiore: una volta che Matteo Renzi avrà trovato la quadra su un candidato, anche ex comunista, che tenga unito tutto il Pd e inviso a Berlusconi, anche i fittiani potrebbero concorrere alla sua elezione.
Ovviamente a precise garanzie, prima tra tutte quella che non sia “un cameriere” di Renzi pronto a sciogliere le Camere e ad assecondarne il volere a ogni piè sospinto.
Questo per il Cav sarebbe davvero uno scenario da incubo, che metterebbe la pietra tombale sul già traballante patto del Nazareno.

Il doppio obiettivo di Berlusconi: liberarsi di Fitto e disinnescare i frondisti

Il leader di Forza Italia ed ex premier Silvio Berlusconi.

Ma se i rischi sono di questa portata, perché Berlusconi ha riscatenato come una falange armata i vari Matteoli, Furlan, Gibiino e lo stesso Giovanni Toti, ovvero il consigliere del “principe”, contro l’ex governatore pugliese, ex ministro degli Affari regionali e soprattutto mister preferenze azzurre alle Europee?
«Ce lo dobbiamo togliere dalle scatole, visto che lui da qui non se ne va neppure con le cannonate», avrebbe detto secondo boatos di Transatlantico Berlusconi ai suoi. E per farlo «cercano di far saltare i nervi a Raffaele, sperano che sbatta la porta e li mandi a quel paese, ma loro Raffaele davvero non lo conoscono, questi sono pazzi, sono allo sbando, ma chi è Furlan? E Matteoli? Sembra un pugile suonato», si sfoga con Lettera43.it un fedelissimo di “Raffaele”. Che ai suoi avrebbe detto: «Io non me ne andrò mai da Forza Italia».
«COLLE? NOI SIAMO GIÀ AL TAVOLO». Fitto dal suo blog risponde, in una lettera aperta al leader, con un tocco di ironia: Berlusconi «non può privarmi del piacere e della responsabilità di contribuire (ovviamente senza ruoli e senza nomine, ma attraverso l’iniziativa politica) al rilancio nazionale del centrodestra italiano, dopo gli errori di questi mesi, che rischiano di renderci irrilevanti».
Poi, lo schiaffo finale: «Non intendo iscrivermi né a Forza Matteo 1 (Renzi) né a Forza Matteo 2 (Salvini). Ognuno dei quali fa benissimo il proprio mestiere, siamo noi che non lo facciamo più».
È la volontà di disfarsi di Fitto che prevale nella pressante richiesta di confinarlo in Puglia. Ma dietro c’è anche il terrore che i 40 parlamentari fittiani siedano al tavolo di trattativa per il Quirinale. Uno di loro dice: «Noi ci siamo già seduti».
CONFERMATO L'INCONTRO DEL 22 DICEMBRE. Disposti anche a votare un Bersani o un D’Alema (con il quale Fitto, pur nella netta differenza di posizioni e appartenenza politiche, ha da sempre un buon rapporto visti i trascorsi pugliesi)? Un amico dell’ex governatore: «Tutto è possibile nella partita al Colle. Ma questo Berlusconi lo ha messo in conto, oppure dà retta a quelli che Bossi proprio in un’intervista a Lettera43.it ha bollato come cretini?».
Una cosa è certa. Fitto ha confermato ai suoi che al pranzo di Berlusconi con i europarlamentari ad Arcore, fissato per lunedì 22 dicembre, lui andrà. «E che problema c’è?», avrebbe detto con quella flemma made in Dc che sta facendo impazzire il Cav.

Correlati

Potresti esserti perso