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LEGGI 19 Dicembre Dic 2014 1311 19 dicembre 2014

Corruzione, Alfano: «Favorire i pentiti»

Il ministro dell'Interno pronto a sostenere una norma ad hoc. Grasso appoggia l'iniziativa.

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Il leader di Ncd, Angelino Alfano.

Qualsiasi cosa pur di smascherare i corrotti. Dopo lo scandalo di Mafia Capitale, il ministro dell'Interno Angelino Alfano è «pronto a sostenere in parlamento una norma che favorisca i pentiti».
Una ricetta su cui è convinto di poter trovare «larghe convergenze».
Intervenendo alla conferenza di presentazione del bilancio della Direzione investigativa antimafia, Alfano ha spiegato: «La corruzione è un cancro che vogliamo estirpare e io sono sicuro che l'Italia ha energie morali per farlo».
«INCENTIVARE CHI PARLA». Per il ministro, «occorre incentivare che qualcuno dica allo Stato chi sono i corrotti e i corruttori e chi parla deve avere un riconoscimento da parte dello Stato. La politica si deve inoltre organizzare per non fare più tornare sulla scena corrotti e corruttori quando escono di galera. Saremo durissimi: vogliamo pene più alte, favorire i pentiti, confisca dei beni e restituzione del malloppo».
Alfano ha affermato che «è fondata la configurazione del 416 bis nell'inchiesta Mafia capitale condotta da un procuratore serio come Giuseppe Pignatone». Il ministro ha criticato «l'approssimazione con cui si è parlato del 416 bis, come se qualcuno potesse ancora pensare che l'organizzazione mafiosa sia un club con sede a Corleone e con uomini con la coppola. La mafia è metodo e cultura».
«PIEDI DI PIOMBO SU SCIOGLIMENTO COMUNE». Prima di prendere decisioni drastiche come lo scioglimento, però, bisogna aspettare la conclusione del lavoro della Commissione prefettizia per l'accesso al Comune di Roma. «Io non voglio anticipare giudizi, ma bisogna agire con i piedi di piombo quando si tratta di sospendere la democrazia in una amministrazione».

Grasso: «Attenzione al volto oscuro delle mafie»

Pietro Grasso.

Anche per il presidente del Senato Pietro Grasso «l'inchiesta su Mafia Capitale ha fatto emergere un 'mondo di mezzo' che non fatico a identificare come mafia, perché anche le mafie sono cambiate: il volto violento e brutale della criminalità organizzata non è il più grave pericolo».
«FENOMENO DIFFUSO». Per Grasso, «è come se quella che una volta veniva definita l'area grigia della mafia si fosse resa completamente autonoma: sarebbe un errore grave sottovalutarne la pericolosità e sminuire il tutto a qualche episodico caso di corruzione o criminalità comune. Temo che il fenomeno sia molto più diffuso di quanto non appaia».
Il presidente del Senato ha messo in guardia dal «volto oscuro delle mafie», quello «che si infiltra dentro la società, dentro le istituzioni, dentro l'economia, che controlla territori e impedisce lo sviluppo e una piena democrazia, che cerca di radicarsi, espandersi e sopravvivere nel tempo, che intrattiene relazioni con il potere sociale, economico, politico e istituzionale». La stessa mafia «che ha speculato per anni sulla Capitale».
«DAL GOVERNO UN BUON LAVORO». Da Grasso un plauso anche all'idea di creare un sistema di incentivi per i pentiti: «Purtroppo in Italia la corruzione è un tema attuale da molti decenni, e merita una adeguata attenzione per la ricerca di soluzioni efficaci e sistemiche, sia sul piano repressivo che su quello preventivo, anche ricorrendo a una legislazione premiale per chi denuncia tali comportamenti».

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