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DOPO NAPOLITANO 19 Dicembre Dic 2014 1830 19 dicembre 2014

Quirinale, Renzi: «Cercheremo nome col più alto consenso»

Il premier invita tutti i partiti a una «riflessione». E chiede di porre fine a «litigi e divisioni del passato».

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi apre la corsa al Quirinale. E si augura, dai microfoni di Radio 105, che il futuro presidente della Repubblica «sia eletto con il più alto consenso possibile».
In attesa delle dimissioni del capo dello Stato Giorgio Napolitano, che dovrebbe lasciare il Colle a metà gennaio 2015, il premier ha spiegato che il Partito democratico è al lavoro affinché il successore del presidente della Repubblica possa ricevere il maggior numero di voti.
BASTA LITIGI. Per questo, però, Renzi ha invitato a una «riflessione» di tutti i partiti, chiedendo di mettere fine alle «polemiche, divisioni, litigi del passato». Anche se lo stesso leader dem ha specificato che «sarà difficile che tutti accettino» lo stesso nome. E poi ha ricordato che finché l'inquilino del Colle non si dimetterà, serve «avere rispetto istituzionale, politico e personale per Napolitano».
RIFLESSIONE DEI PARTITI. Il premier nell'intervista radiofonica ha affermato che «tutte le forze politiche, da Forza Italia fino a 5 Stelle, Sel, Fdi, Lega, centristi e naturalmente il Pd che ha tanti delegati, dovranno fare una riflessione vera su cosa serve all'Italia per i prossimi sette anni».
Quindi ha auspicato che il futuro capo dello Stato «sia eletto con il maggior numero di voti»: «Vedremo se sarà possibile», ha detto Renzi.
OK MAGGIORANZA QUALIFICATA. Tuttavia, secondo il segretario del Pd non sarebbe un «fallimento» eleggere il successore di Napolitano con una maggioranza qualificata.
«È come il sindaco, che può essere eletto al primo turno o al ballottaggio ma è sempre sindaco», ha spiegato Renzi, «io sono stato eletto al ballottaggio ma non avevo crisi di autocoscienza per questo, garantisco che avevo la stessa fiducia in me stesso che se avessi vinto al primo turno».
«IL PARLAMENTO FACCIA PRESTO». Successivamente il premier ha spiegato che il prossimo presidente dovrà «rappresentare tutti, l'unità d'Italia, ed essere non polemico, saggio: il contrario mio. Lo eleggeranno i parlamentari, faccio una scommessa, presto», a partire dal momento delle dimissioni di Napolitano. «Non faranno come le altre volte che rimangono lì le giornate».
CRITICHE A SALVINI. Parlando da Radio 105, Renzi ha parlato anche degli avversari, su tutti il leader della Lega Nord Matteo Salvini. «Sta a Bruxelles da 15 anni, fa il parlamentare europeo da tre legislature», ha argomentato il capo del governo, «se voleva cambiare qualcosa poteva farlo: perché non l'ha fatto?».
Sul leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, invece, l'ex rottamatore ha detto di credere che «abbia finalmente ricompreso la sua vocazione», riferendosi alla decisione dell'ex comico di ripartire con un tour: «Il risultato del Pd alle Europee ha avuto il grande merito di restituire un talento della comicità come Grillo al suo palcoscenico naturale», ha scherzato Renzi.

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