Esame Della Legge 141220191439
MANOVRA 20 Dicembre Dic 2014 1915 20 dicembre 2014

Legge di Stabilità, scontro governo-opposizione

Il governo esulta per la fiducia a notte fonda. Padoan all'Ue: «Siamo affidabili». Furia Grillo: «Siete dittatori». E attacca Grasso. Che dice: «Dovevo far votare».

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Pier Carlo Padoan.

La notte non sembra aver portato troppo consiglio alla legge di Stabilità, se è vero che all'indomani dell'approvazione del maxi emendamento alla manovra, giunta appena prima delle 5 del mattino, lo scontro politico si è fatto più acceso che mai. Da un lato il governo, impegnato a rivendicare il buon esito del percorso istituzionale, stoppando quell'«assalto alla diligenza» denunciato dal premier Matteo Renzi. Dall'altro, la furia dell'opposizione, con Beppe Grillo a rievocare lo spettro della «dittatura» e Matteo Salvini pronto a sfidare il presidente del Consiglio in un confronto tivù, «anche se fosse la notte di Natale».
RENZI: «FERMATO L'ASSALTO». «Abbiamo fermato l'assalto alla diligenza e messo in cantiere la legge elettorale. Indietro non si torna», ha orgogliosamente rivendicato Renzi di buon mattino, trovando facile sponda nelle parole del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, secondo cui il ddl che ha ricevuto il via libera del senato è «equilibrato ed efficace. Sostiene la crescita e l'occupazione e rafforza la sostenibilità dei conti».
PADOAN ALL'UE: «NOI AFFIDABILI». Nel 2015, ha sottolineato il titolare del Tesoro, «i conti pubblici miglioreranno e questo consentirà di dimostrare ai partner europei e ai mercati che l'Italia è un Paese affidabile».
Allo stesso tempo, «con questa legge di Stabilità, abbiamo messo in campo un significativo abbattimento delle tasse che ha pochi precedenti nella storia del Paese».

Grillo: «Grasso indegno». Lui replica: «Ho fatto il mio dovere»

Beppe Grillo.

Decisamente di diverso avviso, e non poteva essere altrimenti, l'opinione del leader pentastellato, che sembra proprio non aver digerito la maratona notturna a Palazzo Madama. «Votare di notte come i ladri, con un presidente del Senato senza dignità, un testo con parti addirittura mancanti», ha tuonato Beppe Grillo sul suo blog, attaccando ferocemente Pietro Grasso. «Ieri notte è andata in onda l'ennesima pagliacciata di una Repubblica in mano a golpisti e tangentari».
GRILLO: «DITTATURA CON LA VASELINA». Come se non bastasse, l'ex comico ha poi provveduto a rincarare la dose.«Il portavoce del M5s Vacciano ha chiesto a Grasso questa notte che testo si doveva votare, visto che mancavano dei pezzi. Quello di Topolino? L'ineffabile Grasso ha risposto che il governo avrebbe integrato il testo. Ma chi crede di prendere per il culo? I cittadini dovranno subire una legge finanziaria che li massacrerà di tasse senza che il contenuto sia discusso e neppure scritto. Questa è dittatura con la vaselina».
GRASSO: «DOVEVO FAR VOTARE». La risposta della seconda carica dello Stato non si è fatta attendere. «Sono abituato per la mia precedente professione a tener conto del dissenso», ha provato ad abbassare i toni, «le critiche possono arrivare, l'importante è che si riconoscano gli obiettivi raggiunti. Il mio compito è far votare in Aula quello che la maggioranza mette insieme per far andare avanti il Paese». «Sono molto soddisfatto», ha poi aggiunto commentando l'approvazione della manovra, «siamo riusciti in Aula ad aggiustare prima del voto errori umani, fatti per un coordinamento frettoloso degli uffici economici nel mettere insieme un testo non completato in commissione».

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