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PROGETTI 20 Dicembre Dic 2014 0800 20 dicembre 2014

Matteo Renzi, il manifesto del 2015

Quirinale, Salvini, Grillo e Giorgio Napolitano «politico dell'anno». Russia e Libia. Il bilancio 2014 del premier e la strategia per eleggere il nuovo presidente della Repubblica.

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi.

Dal Quirinale al bipartitismo, da Matteo Salvini a Beppe Grillo, fino a Giorgio Napolitano «politico dell'anno», Russia e Libia.
A 300 giorni dalla nascita del suo governo (il mandato di Matteo Renzi è iniziato il 22 febbraio), il presidente del Consiglio ha illustrato il suo manifesto per il 2015 e dettato la strategia per eleggere il nuovo inquilino del Colle.
Il giorno delle dimissioni del presidente della Repubblica «il Pd convocherà i gruppi parlamentari, la direzione, i delegati regionali e apriremo un'assemblea permanente», ha spiegato il segretario il 20 dicembre in una lunga conversazione con il Foglio.
COLLE, NON RIPETERE L'ERRORE PRECEDENTE. «Nessuno potrà dire: 'non ho avuto un luogo dove discutere'. Una volta elaborato un profilo lo proporremo ai nostri alleati, poi a tutti gli altri partiti: dal Movimento 5 stelle a Sel passando ovviamente anche per la Lega».
Per trovare il candidato giusto «non penso sia uno scandalo aspettare qualche votazione. Ciò che vorrei spiegare è che non si deve ripetere l'errore di chi mi ha preceduto: presentare un nome indicato dall'alto senza una discussione preliminare».

Iter parlamentare: dall'Italicum alla rifoma costituzionale

La facciata di Palazzo Madama.

Prima di arrivare a questo passaggio, ha aggiunto Renzi, «sono convinto che riusciremo a votare in seconda lettura, non prima delle dimissioni di Napolitano ma prima dell'elezione del nuovo presidente, sia l'Italicum sia la riforma costituzionale».
Per il presidente del Consiglio «i tempi ci sono per una riforma grazie alla quale si prenderà la strada del 'bipartitismo'».
Il segretario del Pd ha confermato che il 24 dicembre il Consiglio dei ministri approverà norme importanti come «il decreto Ilva», «i primi decreti su fisco e lavoro» e «potremmo dimostrare che nel 2014 l'Italia ha avuto la forza di abolire sostanzialmente l'articolo 18».
PARAMETRI DI MAASTRICHT «ANACRONISTICI». E sulla sua proposta di sforare il 3% ha affermato: «Da presidente del Consiglio devo impegnarmi per rispettare le regole. Ma questo non mi vieta di spiegare anche che i parametri di Maastricht sono anacronistici. Nel 2015 vedrete che questo sarà un punto centrale della nostra azione di governo, anche in Europa».
RIVOLUZIONE IN RAI. Su Beppe Grillo l'ex sindaco di Firenze ha tenuto a precisare che «più lo osservo più sono contento di aver contribuito a riportare un talento puro nella sua dimensione: la comicità». «Salvini una minaccia? Per me va benissimo che sia percepito come il mio avversario. Lui scommette sul fallimento del sistema, io scommetto sul cambiamento del sistema». Il premier ha assicurato anche che «il prossimo anno cambierà anche la Rai» e si studierà un cambiamento anche per la Cassa depositi e prestiti.
CERCASI MEDIAZIONE CON MOSCA. Quindi uno sguardo alla politica estera. «La Russia, anche nei confronti dell'Europa, ha un ruolo strategico, bisogna mediare». E sulla Libia ha aggiunto: «L'idea del nostro governo è quella di fare tutto quello che sarà necessario per garantire anche la nostra sicurezza».

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