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POLITICA 20 Dicembre Dic 2014 1738 20 dicembre 2014

Tunisia al voto, ballottagio per la scelta del presidente della Repubblica

Elettori alle urne il 21 dicembre per il dopo Ben Ali: favorito il laico Essebsi.

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Una donna al voto in Tunisia.

Grande attesa in Tunisia in vista del ballottagio del 21 dicembre per l'elezione del primo presidente della Repubblica del dopo Ben Ali.
Il favorito dai sondaggi Béji Caid Essebsi, anziano leader del primo partito del Paese, il laico Nidaa Tounes, è pronto a sfidare l'attuale presidente della Repubblica 'provvisorio', Moncef Marzouki, sostenuto dagli islamici. Imponente l'apparato di sicurezza messo in campo dalle autorità tunisine, con oltre 60 mila uomini tra esercito e forze dell'ordine a proteggere da colpi di coda del terrorismo il regolare svolgimento delle operazioni elettorali. Imponente la presenza di osservatori elettorali nazionali e internazionali (quasi 30 mila), tra cui quelli dell'Ue e di migliaia di giornalisti di tutto il mondo.
CINQUE MILIONI ALLE URNE. I cittadini chiamati alle urne sono oltre 5 milioni e i seggi resteranno aperti dalle 8 alle 18, mentre all'estero le votazioni sono già cominciate il 19 dicembre. Le prime indicazioni sui risultati si potranno conoscere solo nella tarda serata del 21 con la diffusione degli exit poll, ma per i risultati ufficiali bisognerà attendere 24 ore dalla chiusura dei seggi.
TRANSIZIONE CONCLUSA. Il ballottaggio, molto sentito dai tunisini, conclude il processo di transizione democratica iniziato nel Paese nordafricano oltre tre anni fa ,con le elezioni del 23 ottobre 2011. Un Paese, la Tnisa, desideroso di giungere quanto prima a una normalizzazione della vita politica, considerate le pesanti sfide poste dalla crisi economica e dalla minaccia del terrorismo islamico.
ESSEBSI AVANTI NEI SONDAGGI. Essebsi, 88 anni, avvocato, veterano della scena politica tunisina e strenuo difensore dello stato di diritto, ha ottenuto nel primo turno il 39,46% ed è in testa ai sondaggi con sei punti di vantaggio. Si considera erede del padre dell'indipendenza tunisina Habib Bourguiba e dei suoi valori e fu lui, dopo le elezioni del 23 ottobre 2011, a passare il testimone ad Hamadi Jebali del partito islamico moderato Ennhadha. Moncef Marzouki, il presidente eletto dall'Assemblea costituente dopo il suo rientro dall'esilio all'indomani della cacciata di Ben Ali, arriva al ballottaggio forte del 33,43% delle preferenze degli elettori. Scrittore, medico e militante dei diritti dell'uomo, ha impostato tutta la sua campagna elettorale sulla difesa dei valori della rivoluzione e contro il ritorno del vecchio regime, a suo modo di vedere, impersonato dal suo avversario. Il partito islamico Ennhadha ha riaffermato, anche per il secondo turno, la propria decisione di non sostenere alcun candidato, lasciando quindi liberi i propri elettori che al primo turno sono andati a votare in massa per Marzouki.
INCOGNITA ASTENSIONISMO. Rilevante potrebbe essere il fattore astensionismo, specie quello giovanile, che potrebbe giocare un ruolo importante nel determinare l'esito finale. Alcuni osservatori intravedono nell'eventuale vittoria di Essebsi un rischio di monopolio istituzionale, con l'accumulo da parte di Nidaa Tounes delle cariche di presidente della Repubblica, capo del governo e presidenza del parlamento.

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