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MANOVRA 21 Dicembre Dic 2014 1518 21 dicembre 2014

Legge di Stabilità, presentati 130 emendamenti

La legge alla Camera. Padoan: «Ora meno tasse». Critico Civati. Renzi:«Casini? Colpa mia». E i tecnici di Montecitorio presentano un dossier di 100 pagine.

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La Camera dei Deputati.

Il giorno della legge di Stabilità è arrivato. E il governo non dovrebbe porre la questione di fiducia nell'ultimo passaggio per l'approvazione definitiva alla Camera dei Depuati. Alle 12:30 del 21 dicembre era stato fissato il limite per la presentazione degli emendamenti, e ne sono arrivati 130. Il presidente Francesco Boccia però ha dichiarato inammissibili 50 proposte di revisione del testo arrivate da M5s, Fi e Sel.
NO ALLA FIDUCIA. La Commissione Bilancio ha esaminato le modifiche apportate nel passaggio in Senato. E ha dato il via libera alla discussione in Aula. Gli emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati votati nonostante l'ipotesi assai recondita di un loro accoglimento. Fonti del governo hanno confermato che non dovrebbe essere posta la questione di fiducia. In questo modo i tempi del passaggio in aula potrebbero essere più brevi e dunque il via libera definitivo arriverebbe già il 22 dicembre. I gruppi parlamentari hanno comunque avvertito i deputati di tenersi pronti anche ad arrivare a martedì.
IL DOSSIER DEI TECNICI. La speranza, per il governo, è che le cose possano andare lisce, evitando la confusione che si è creata al Senato, quando il via libera è arrivato alle 4:30 del mattino. Il primo ministro Renzi si è però preso la responsabilità del pasticcio: «Abbiamo fatto casini di cui mi prendo tutta la responsabilità», ha dichiarato il premier la sera del 21 dicembre.
Intanto, dall'interno del Partito democratico e dal servizio tecnico di Montecitorio arrivano le prime critiche. I tecnici della Camera hanno presentato un dossier di 100 pagine che elenca dubbi e richieste di chiarimenti sulla legge. Dalle coperture per le alluvioni della Liguria alla documentazione sui vantaggi presunti della cessione della rete elettrica di Fs.
POLEMICA DI CIVATI. Mentre dal Pd si è alzata la voce di Pippo Civati. «È record: 33 fiducie in 300 giorni. Una ogni 9 giorni. Praticamente ogni settimana. L'ultima all'alba di ieri (alle 4.45 circa), in un Senato con molti assenti (162 favorevoli 37 contrari e un terzo a casa) sfibrato dall'attesa durata tutto il giorno del testo su cui votarla questa fiducia. Un testo che, si può dire, nemmeno conosceva nella sua edizione finale e che ha votato sulla fiducia. Appunto», ha scritto su Facebook Civati.
«CHI NON SEGUE È UN FRENATORE». «Proprio come gli insicuri, che non vogliono mai ascoltare nessuno, ma hanno sempre bisogno di chiedere un'attestazione di fiducia», ha aggiunto. E sul suo blog, ha rincarato la dose. «Ecco. Il Parlamento si metta l'animo in pace», ha scritto, «anche prima di essere definitivamente marginalizzato dalla riforma costituzionale (oltre che da quella elettorale), che prevede tra l'altro la possibilità del Governo di imporre i tempi della decisione parlamentare, è destinato a non contare niente. Chi non segue, ormai si sa, è un frenatore e uno scissionista (chi invece segue, anche se si scinde, è un salvatore della patria, anzi della nazione)».

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