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POLITICA 21 Dicembre Dic 2014 1629 21 dicembre 2014

Quirinale, Bersani: «Serve figura autonoma»

«Nel 2013 dissero che ero un cavallo azzoppato e mi eliminarono».

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Pier Luigi Bersani intervistato a In Mezz'Ora.

Per il Colle, serve una figura autonoma, che sappia «tenere il volante» della Repubblica. Pier Luigi Bersani, intervistato a In Mezz'ora chiede una figura «della massima autorevolezza». Per il Quirinale, ha spiegato l'ex segretario democratico, «abbiamo bisogno di uno che sappia tenere il volante perchè siamo ancora nelle curve. La transizione non è ancora finita».
«FEDELE ALLA COSTITUZIONE». «L'avvitamento tra crisi sociale e democratica c'è e il meccanismo democratico non è in grandissima salute», per questo ha ribadito il democratico, dobbiamo cercare una figura «che oltre a essere per bene deve anche essere una persona autonoma e fedele solo alla Costituzione». Nel 2013, ricorda Berdani, il suo nome è stato eliminato: «Si disse quella volta che cavallo azzoppato andava eliminato. E quel cavallo ero io. Meglio essere un cavallo che un asino».
Bersani nega di lavorare a soluzioni «che abbiano il carattere della partigianeria», ma allo stesso tempo non accetta preclusioni a nomi che arrivino dalle fila del Pd. «Assolutamente inaccettabile. Credo che non sia immaginabile una figura ostile ai valori della sinistra e del centrosinistra, ma in questo grande ambito non sono accettabili preclusioni di nessun genere. Va bene cattolico, laico, va bene tutto, purché ci siano caratteristiche per tenere il volante di un Paese che deve essere guidato e rasserenato».
«NO A NOMI STRAVAGANTI». Sul Quirinale «sono contro soluzioni stravaganti. Quella è una responsabilità seria e molto impegnativa. Anche aver troppa voglia di assumerla per me è un sospetto...», ha osservato l'ex leader democrat che è per un nome di alto profilo che unisca competenze e conoscenza della politica: «Ci sono personalità», ha sintetizzato, «che fanno sfumare la distinzione politico-tecnico».

«Renzi? Dovrebbe parlare tutti i giorni di lavoro e industria»

Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi.

L'ex segretario del Pd Renzi ha elencato anche pregi e difetti di Matteo Renzi, suo successore alla guida del Pd: «Ha determinazione, energia, intelligenza, grande potenza. Son quelle macchine da corsa che hanno tanta potenza, ma la potenza va scaricata a terra, sulla strada e non disperderla».
«SI COLLEGHI ALLA REALTÀ». «Se posso dare una mano dico che questi suoi modi efficaci devono collegarsi di più alla realtà», ha suggerito, e ha aggiunto: «Ci sono stati successi, si sono fatte cose giuste e veramente buone, anche nella legge di Stabilità. Però ci sono anche delle criticità».
«La crisi è lunga, c'è un pezzo di Italia che non si ritrova nel quadro di priorità del governo, nel dibattito pubblico», ha proseguito Bersani, «Renzi dovrebbe lavorare sulla connessione sentimentale con il Paese, 'come direbbe Gramsci? 'Quella ce l'ha anche», ha concluso, «ma sul tema economico del lavoro, dell'industria, delle attività produttive, degli investimenti Renzi dovrebbe parlare tutti i giorni. Invece continuiamo a sentire parlare di altro».
CONTRO IL PATTO DEL NAZARENO. E sul ruolo giocato dal Cav nella partita delle riforme, Bersani è chiaro: «Temo che il Nazareno passi alla storia per il Patto, pur essendo la sede del Pd... Io sono contro i patti per un motivo molto semplice, penso che ci voglia una sinistra e una destra, che un Paese debba respirare con due polmoni e se si sfrangia la differenza e si crea una cosa troppo trasversale non è salute». Sì al dialogo, insomma, ma non ai ricatti: «Bisogna parlare, dialogare sui temi istituzionali, ma stringere patti dove chi ha firmato ha l'ultima parola non va bene. Lasciamo che facciano l'opposizione. E lo dico senza avercela in particolare con Berlusconi».

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