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GOVERNO 21 Dicembre Dic 2014 2115 21 dicembre 2014

Renzi contro i magistrati: «Facciano sentenze»

«A Natale leggi su lavoro, fisco e Ilva». E sul Nazareno: «Non è patto di Otelma».

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Renzi a Che tempo che fa.

Come regalo di Natale gli italiani sono destinati a ricevere i decreti legislativi su Jobs Act, fisco e Ilva. E a conoscere dunque i contenuti precisi di una riforma del lavoro ferma alle linee guida e tutta delegata al governo. Il primo ministro Matteo Renzi intervistato a Che Tempo che fa, ha annunciato che il 24 dicembre ci sarà un Consiglio dei ministri importante dove saranno varati «i decreti legislativi sul lavoro per attuare la riforma» e i decreti sul fisco. Le riforme costituzionali e la nuova legge elettorale, invece, saranno approvate entro il 31 gennaio 2015.
CASINI SU STABILITÀ? COLPA MIA. «Sulla legge di Stabilità abbiamo fatto un po' di casini, di cui mi prendo tutta la colpa, ma elogio senatori come il 91enne Zavoli, che si è seduto alle 10 di mattina in Senato e si è alzato la mattina dopo alle 7. Lo so che lo fanno gli italiani, ma quando lo fa il Senato mi piace elogiarlo», ha detto il premier che ha difeso la manovra. «Con la legge di stabilità la pressione fiscale non è invariata, è diminuita», ha detto ribadendo la analisi del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
COLLE FUORI DAL PATTO NAZARENO. Sul Quirinale ha detto Renzi: «Non so quello che avverrà, ma deve essere un processo sereno, tranquillo, semplice, chiaro. Il Presidente della Repubblica è un garante, deve essere una persona di grande saggezza e equilibrio, eletto da una alleanza ampia, dovrebbe votarlo dai grillini a Fi a Sel, ma nessuno, nemmeno il Pd, ha diritto di veto». La linea, insomma, sembra quella espressa da Pier Luigi Bersani che però si è schierato contro il Patto del Nazareno.
Il premier dal canto suo ha ribadito che non c'è nessun accordo preventivo con Berlusconi sul Colle. «Il Patto del Nazareno», ha sottolineato, «riguardava le riforme e la legge elettorale. Non è il patto del mago Otelma». «Certamente», ha però aggiunto Renzi, «si cercherà sul Quirinale l'accordo con Berlusconi, che già ha votato Ciampi e Napolitano».
SCRIVANO SENTENZE NON COMUNICATI. Il primo ministro poi ha ribadito la linea dura sulle critiche ricevute dall'Associazione nazionale magistrati: «scrivano le sentenze, non comunicati stampa. In Italia non sono tutti ladri. Se uno ha rubato, deve pagare e, se è dirigente pubblico, non deve più avere a che fare con la cosa pubblica».
«Ho proposto le Olimpiadi nel 2024», ha aggiunto Renzi, «Subito facce lunghe, gente che dice 'non si può fare, rubano'. Ma la sfida del nostro governo è farli smettere di rubare, non non fare i grandi eventi. Un'idea diversa da Grillo, Salvini, da una certa sinistra sempre con il naso torto, sempre pronta a dire che l'Italia non ce la fa. Io credo nell'Italia che ce la fa».
INVESTIMENTI FUORI DAI PATTI UE. Il primo ministro ha ripetuto anche i punti fermi sugli investimenti in Ue: «Nel 2015 vanno tolti gli investimenti dal computo del 3% per il rapporto deficit-pil». «Nel 2015 cercheremo di mantenere tutti i nostri impegni Ue e lavoreremo perché gli investimenti siano sbloccati dal patto di stabilità, anche levando dal computo i fondi europei».
«Non so se il 2015 sarà un anno in discesa», ha concluso il capo del governo, «so però che abbiamo la gamba, l'energia e la grinta per reggere anche la salita, siamo più forti di quelli che di professione fanno i mugugnatori. Auguri di Buon natale a tutti».

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