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APPELLO 22 Dicembre Dic 2014 1851 22 dicembre 2014

Napolitano alla plenaria del Csm: «Politica e giustizia non siano ostili»

Il presidente della Repubblica: «Pm decisivi contro la corruzione. Ma no al protagonismo».

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Per politica e magistratura è il momento di seppellire l'ascia di guerra. A invocare la pace è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Rimango fermamente convinto che la politica e la giustizia non possono e non debbono percepirsi come mondi ostili guidati dal reciproco sospetto», ha sottolineto il capo dello Stato all'assemblea plenaria del Csm.
ELOGIO ALLA POLIZIA. Da Napolitano non sono mancate le stoccate a entrambe le parti in questione. Prima l'elogio del lavoro dei magistrati per estirpare le situazioni di malaffare che intaccano le istituzioni: «Contro il diffondersi della corruzione e della criminalità organizzata emerse in questi giorni è fondamentale l'azione repressiva affidata ai pm e alle forze di polizia».
Poi il monito alle toghe: «L'autonomia e l'indipendenza dell'ordine giudiziario sono fondamentali», ha detto Napolitano e si garantiscono solo con «comportamenti appropriati», cioè evitando «cedimenti a esposizioni mediatiche o a tentazioni di missioni improprie».
«CLIMA CAMBIATO, ORA LA RIFORMA». Per il capo dello Stato, non si possono non «segnalare comportamenti impropriamente protagonistici e iniziative di dubbia sostenibilità assunti, nel corso degli anni, da alcuni magistrati della pubblica accusa».
Inoltre, il Csm deve assicurare «obiettività, misura e imparzialità senza farsi condizionare nelle sue scelte da logiche di appartenenza correntizia». Le correnti devono rimanere «ambiente qualificato di crescita e dibattito» e non lavorare per «la mera difesa di istanze corporative».
La tensione, però, sembra già diminuita rispetto ai periodi recenti, ed è su questo fatto che si fondano le speranze di Napolitano per migliorare tutto il sistema giudiziario: «Contando su un clima diverso, di superamento di logiche di conflitto frontale, l'attuale governo ha iniziato a lavorare, in sede parlamentare, sul fronte della giustizia con un percorso che intende proseguire mediante una pluralità di interventi».
«MIGLIORAMENTI INSUFFICIENTI SU TEMPI PROCESSI». Per il presidente, quello che è «il problema più grave», cioè la durata del processo, pur con qualche miglioramento, «continua ad essere insoddisfacente, specie nella giustizia civile». Napolitano ha chiesto al Csm un miglioramento «dell'efficienza del sistema» anche grazie al completamento «dell'informatizzazione del processo».
Attenzione, però, perché «miglioramenti e innovazioni normative» nel campo della giustizia «vanno decise con ponderazione, evitando interventi disorganici o ispirati a situazioni contingenti», e «le frequenti modifiche dei codici processuali, spesso improvvisate, accentuano la crisi della giustizia».

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