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POLITICA 22 Dicembre Dic 2014 1554 22 dicembre 2014

Renzi, il premier monopolizza le tivù

Occupa oltre il 20% dello spazio politico nei tg. Rai o Mediaset non fa differenza. Ospite fisso da Fazio, Vespa, Mentana. «Il suo segreto? Il linguaggio semplice».

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Il premier Matteo Renzi ospite di Fabio Fazio, il 21 dicembre. © Ansa

Sostiene Gianluca Giansante, responsabile della comunicazione e delle relazioni digitali con i cittadini della Regione Lazio nonché docente di Comunicazione politica online alla School of Government della Luiss Guido Carli (l’università della Confindustria per intenderci), che la «caratteristica chiave del linguaggio di Renzi è la estrema semplicità, la capacità di farsi capire da tutti: i termini usati sono di uso comune, le parole vengono scandite a voce alta e in modo chiaro».
Insomma, «siamo lontani anni luce dalle parole trascinate, pronunciate velocemente e a voce bassa da Bersani», afferma il comunicatore. Sarà per questa ragione che il presidente del Consiglio ama tanto la tivù, al punto da aver trasformato la Rai, e non solo, in una sorta di TeleRenzi.
DALLA ANNUNZIATA A FAZIO: LE APPARIZIONI DI RENZI. Nell’arco dell’ultimo mese il premier è stato ospite di In Mezz’ora, il programma di Lucia Annunziata su RaiTre, di Bersaglio mobile, condotto da Enrico Mentana su La7, di Antonella Clerici e Bruno Vespa su RaiUno in Un mondo da amare, dove ha risposto anche alle domande dei bambini, oltre che a quelle “accomodanti” dei conduttori.
Il 21 dicembre infine è stato lo special guest di Fabio Fazio a Che Tempo che fa, anche se il picco di ascolti lo ha fatto Luciana Littizzetto.
LINGUAGGIO LONTANO DAL 'SINISTRESE'. Che importa? All’inquilino di Palazzo Chigi, che è andato in Rai per parlare di Rai, non interessa lo share, ma la comunicazione del messaggio.
«I concetti più importanti sono ripetuti più volte da Renzi. Il suo è uno stile quasi didattico, molto lontano dal 'sinistrese'», spiega ancora Giansanti, «la lingua tristemente famosa parlata da molti politici di centrosinistra, infarcita di termini tecnici, per addetti ai lavori».
Matteo Renzi è andato oltre. Ma non bastano le apparizioni nei programmi tivù, occorre una presenza ripetuta e costante, che il presidente del Consiglio ottiene grazie ai telegiornali.

Il premier occupa il 21,67% dello spazio politico nei tg Rai

Secondo i dati relativi all’intero mese di novembre elaborati da Agcom, Renzi ha occupato nei telegiornali della Rai il 21,67% del tempo totale dedicato ai soggetti politici e istituzionali (ovvero capo dello Stato, presidenti di Camera e Senato, governo e Ue).
Sempre nello stesso periodo di tempo, il suo Partito democratico ha avuto a disposizione il 37,53% del minutaggio, mente Forza Italia si è dovuta accontentare del 21,28%.
MATTEO SFIORA IL 20% PURE SU MEDIASET. Su Mediaset il primato spetta ancora all’ex rottamatore: i telegiornali di Silvio Berlusconi hanno dedicato al “suo” alleato del Nazareno il 19,80% del tempo totale. Solo su queste reti si ribalta la prospettiva se si guarda ai partiti: Forza Italia ha ottenuto il 42,98% dei minuti dedicati dai partiti alle formazioni politiche. Al Pd è toccato solo il 27,99%.
Ma è su La7 che la virata a sinistra s'è rivelata più evidente. Nel telegiornale diretto da Mentana l’inquilino di Palazzo Chigi è apparso il 25,63% del tempo totale, mentre il Pd è volato al 32,36% contro il 29,16% di Forza Italia.
SU SKY SI VA OLTRE IL 21%. Su Sky, infine, il premier è stato presente nei telegiornali il 21,43% del tempo dedicato ai soggetti istituzionali, mentre il Pd ha ottenuto il 41,38% del tempo totale contro il 18,43% di Forza Italia. E tanto per avere un altro parametro di riferimento la visibilità della Lega Nord varia dal 6,72% della Rai al 9,22% di Sky che rappresenta la media più alta.
Insomma, la tivù piace a Renzi e Renzi sembra piacere, e non poco, alla tivù. E dire che le opposizioni, tutte, hanno sempre accusato Silvio Berlusconi di aver governato l’Italia solo grazie al piccolo schermo. In realtà, come ha sempre spiegato Vespa, al Cavaliere non piace andare in televisione, «salvo che durante le campagne elettorali». Segno quindi che Renzi è sempre in campagna elettorale.

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