Salvini 141222185338
INTERVISTA 23 Dicembre Dic 2014 0600 23 dicembre 2014

Rosi Mauro: «Salvini? Ricordo i commenti razzisti»

Lei fu infangata perché meridionale. «E ora va al Sud». Rosi Mauro boccia il leader del Carroccio: «Non è un leader». E per il Quirinale fa il nome di Bonino.

  • ...

Infangata e cacciata anche con l’accusa di essere una meridionale.
Anzi, «la terrona», così bollavano Rosi Mauro i suoi detrattori nella Lega Nord.
«E ora Salvini va al Sud!», ironizza, un po’ amaramente, con Lettera43.it la donna più temuta, più odiata ma anche amata, a seconda dei punti di vista, del Carroccio di Umberto Bossi.
LA RIVINCITA DI ROSI MAURO. Ma la «sindacalessa feroce», come la chiamava Roberto Calderoli, la ragazzetta che folgorò il Senatùr a fine Anni 80 mentre in piedi su un tavolo mise in riga a urla un’assemblea di tranvieri inferociti, ora si prende la rivincita.
Ora che è uscita definitivamente dall’inchiesta sui fondi della Lega. Per la procura di Milano la ex vicepresidente vicaria del Senato e tuttora leader del Sinpa (il sindacato padano) non si prese un euro, figuriamoci i diamanti.

L'ex vicepresidente del Senato Rosi Mauro. © ImagoEconomica

DOMANDA. Rosi Mauro, cosa pensa dell’operazione Sud di Matteo Salvini?
RISPOSTA. Ricordo che anche lui la sera della scope applaudiva Roberto Maroni che attaccava: «Finalmente dopo la Mauro avremo un segretario del Sinpa padano». Se ripenso a quelle accuse razziste...
D. La chiamavano «la terrona», «la nera»...
R. Basta, basta! Per favore non rovinatemi il Natale. È una pagina chiusa e certe cose offendono solo chi le fa. Io fui cacciata e non ero neppure indagata, mentre nella Lega continuano a esserci persone non solo indagate ma anche condannate.
D. E la Lega Sud?
R. Già nel 1993 Umberto mi disse di provarci, in Puglia, la mia regione, c’erano molte persone vicine a noi. Quello di Salvini è l’ennesimo tentativo, speriamo che sia la volta buona e non una boutade elettorale anche perché i meridionali sono furbi e non si fanno tradire facilmente.
D. Cosa pensa di questa nuova Lega lepenista?
R. Non so, perché è una Lega di destra? Io ancora non riesco a capire che Lega sia quella di Salvini. Io ricordo che la Lega, alla quale ho aderito io, non era né di destra né di sinistra.
D. Crede che siano state tradite le vecchie promesse a cominciare dal federalismo?
R. Salvini ha lasciato il vecchio progetto del Nord dimenticato, per riproporre una sorta di federalismo. Ma il federalismo vero fu fatto dalla Regione Lombardia quando ero presidente della commissione Bilancio e fu approvato all’unanimità, votò a favore anche il Pd. Poi nel 2008 fu riproposto su scala nazionale dal governo Berlusconi-Bossi. Ma Giulio Tremonti lo snaturò.
D. Salvini può essere il leader del centrodestra?
R. Secondo me no.
D. Perché?
R. Perché è uno che attacca.
D. Attacamanifesti, come lo ha sfottuto Giuliano Ferrara?
R. (Ride, ndr) No, dico che è uno d’attacco e per essere il leader bisogna avere grandi doti di mediazione che lui non ha. E poi il leader del centrodestra non può venire dalla Lega, che per me non deve essere, ripeto, né di destra né di sinistra, ma Lega e basta. Questa è la Lega che conosco io, quella che partì dal progetto delle macroregioni di Gianfranco Miglio e poi lanciò il federalismo.
D. Lei era indicata come la capa, insieme con la moglie di Bossi Manuela Marrone, del cosiddetto cerchio magico, definizione ora che ha fatto scuola anche per altri partiti...
R. Basta, il cerchio magico è stata un’invenzione per colpire Bossi e tutti noi. Ma Umberto ha sbagliato a fare un passo indietro.
D. Ora si parla di cerchio magico anche nel caso di Silvio Berlusconi o di Matteo Renzi, per il quale è stato coniato il giglio magico. Che ne pensa?
R.
Penso che parlare di cerchio magico ormai è una moda, anzi un vero e proprio metodo studiato ad arte per colpire il leader attraverso le persone a lui vicine.
D. Da ex numero due del Senato chi vorrebbe al Quirinale?
R. Una donna, è l’ora delle donne.
D. Faccia un nome.
R. Emma Bonino, era vicepresidente del Senato assieme a me, ho avuto modo di apprezzarla molto. Così come ho apprezzato Roberta Pinotti, al Senato con me. Ma io avrei anche un altro nome, peccato che lei non ha l’età.
D. Sarebbe?
R. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. È una tosta e determinata. Speriamo non finisca male, perché sono sempre le donne a pagare le colpe degli uomini. È troppo giovane Maria Elena, ma sarebbe giusto cambiare la legge per abbassare l’età per il Quirinale.

Correlati

Potresti esserti perso