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MESSAGGIO 24 Dicembre Dic 2014 1503 24 dicembre 2014

Berlusconi: «Meno tasse, meno tasse e meno tasse»

La ricetta di Berlusconi per la ripresa. Perché «questo governo non sa come uscire dalla crisi».

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

La crisi è troppo profonda e il governo Renzi non può fare niente per uscirne. L'unica ricetta giusta, per Silvio Berlusconi, è quella di Forza Italia, e consiste in un «programma in tre punti»: «1) Meno tasse; 2) meno tasse; 3) meno tasse».
«GOVERNO ILLEGITTIMO». L'ex premier ne ha parlato in un video di auguri pubblicato su Facebook: «Purtroppo attraversiamo un periodo molto difficile. Ciascuno di noi vive le difficoltà di una crisi economica che non accenna a risolversi. E purtroppo questo governo è lontanissimo dall'approvare il programma liberale che è l'unico che può farci uscire dalla crisi». Un attacco diretto alle capacità dell'esecutivo, che «è il terzo non eletto dal popolo e si regge su 148 deputati dichiarati incostituzionali e su 32 senatori eletti dal centrodestra ma diventati la stampella di un governo della sinistra».

«AIUTARE FAMIGLIE E IMPRESE». Sono passati 20 anni dalla discesa in campo, ma la strategia del Cav ha sempre un punto fermo: «Il programma che noi metteremo in pratica, ove avessimo responsabilità di governo, è la formula liberale del benessere e della crescita che ha funzionato sempre e dovunque sia stata realizzata», ha spiegato Berlusconi. «È un programma in tre punti. Il 1° punto: meno tasse. Il 2° punto: meno tasse. Il 3° punto: ancora meno tasse. Meno tasse sulle famiglie per rilanciare i consumi. Meno tasse sulle imprese, perché possano produrre di più e tornare ad assumere e ad investire. Nessuna tassa sulla casa, perché la casa è sacra, è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del proprio futuro e non dev'essere soggetta a nessun prelievo fiscale».
«PENSIONI MINIME A 1000 EURO CON TREDICESIMA». Per i più anziani, invece, «per cui abbiamo sempre avuto un'attenzione speciale», la ricetta è: «aumento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese per 13 mensilità; interventi di medicina sociale con assistenza sanitaria completa; nessuna tassa sulla casa; nessuna imposta di successione».
Sul piano fiscale, il Cav ha in mente anche un'altra novità: «La flat tax, la tassa al 20% uguale per le famiglie e per le imprese, che ormai funziona benissimo nei 38 Paesi in cui è stata adottata, è, con la formula liberale, il solo modo per rilanciare lo sviluppo, quello che la sinistra non è capace di fare».

Con Renzi solo le riforme. Sul resto è opposizione

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.


Non c'è alcuna alleanza, dunque, con Renzi: «A questo governo e ai suoi programmi dobbiamo opporci, dobbiamo reagire», ha ribadito Berlusconi. «Votare con la sinistra le riforme Costituzionali non significa confondere il nostro ruolo di oppositori con quello della maggioranza, perché noi siamo all'opposizione di questa sinistra su tutto il resto e cioè sulla politica economica, sulla politica fiscale, sulla spesa pubblica, sulla riforma della giustizia, sulla sicurezza, sulla politica estera».
«LE RIFORME SONO NOSTRE». Concetto ribadito più tardi in una telefonata di auguri alla Comunità terapeutica per tossicodipendenti di Trivigliano, vicino a Fiuggi: «Stiamo assistendo a un governo di sinistra non eletto dal popolo che si basa su una maggioranza con 148 parlamentari già dichiarati incostituzionali. È un governo assolutamente di sinistra, ma con il quale abbiamo votato riforme costituzionali che erano le nostre del 2005 per passare da due a una Camera e una legge elettorale per passare da un panorama politico frazionato a un sistema all'americana».
«TRA POCHI MESI TORNO LIBERO». D'altra parte il suo ritorno sulla scena a pieno titolo, come aveva già detto il 23 dicembre, è vicino: «Tra pochi mesi, quando avrò superato le conseguenze di una sentenza infondata, che mi ha tolto i diritti politici e ha condizionato la mia libertà, io tornerò libero e potrò lavorare di nuovo insieme a tutti gli azzurri, per realizzare il nostro progetto più ambizioso: trasformare la maggioranza numerica dei moderati, che nessuno discute essere tale, in una maggioranza politica consapevole e organizzata in grado di vincere tutte le prossime elezioni. Possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Con l'impegno, con la passione, col lavoro possiamo riuscirci. Io ne sono sicuro e spero che voi sarete al mio fianco in questa battaglia di verità e di libertà».

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