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RAZZISMO 24 Dicembre Dic 2014 2139 24 dicembre 2014

Insulti a Kyenge, chiesto processo per Borghezio

Il procuratore aggiunto di Milano preme sul procedimento verso dell'europarlamentare della Lega.

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Il leghista Mario Borghezio.

Il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli ha chiesto il rinvio a giudizio per l'europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio e per l'ex senatore del Carroccio Erminio Boso, indagati per aver propagandato «idee fondate sull'odio razziale ed etnico» in relazione ad alcune frasi pronunciate contro l'ex ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge alla trasmissione di Radio24 La Zanzara.
Borghezio, intervistato il 29 aprile 2013 sulla nomina di Kyenge, aveva detto tra le altre cose che «gli africani sono africani e appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra». E poi ancora: «Non siamo congolesi, abbiamo un diritto ultramillenario» e «Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano».
SOTTO LA LENTE ANCHE LE FRASI DI BOSO. Frasi finite sotto la lente d'ingrandimento della procura di Milano, così come quelle pronunciate da Boso, intervistato qualche giorno dopo, il primo maggio 2013. Sempre parlando di Kyenge aveva affermato che l'allora ministro doveva «rimanere a casa sua, in Congo», definendola «un'estranea a casa mia». Poi aveva ammesso di essere «razzista».
Nella richiesta di rinvio a giudizio depositata dal procuratore aggiunto Romanelli, che lo scorso 22 ottobre aveva chiuso le indagini preliminari, vengono individuate come persone offese l'ex ministro e la presidenza del Consiglio dei ministri. Borghezio e Boso sono accusati di discriminazione razziale in base alla legge 85 del 2006.

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