Matteo Renzi 141224194148
TENSIONE 24 Dicembre Dic 2014 1943 24 dicembre 2014

Jobs act, sui decreti attuativi Renzi blocca il Ncd

Scontro interno alla maggioranza sull'opting out. Il premier frena le richieste degli alfaniani.

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Matteo Renzi.

Alla fine, Matteo Renzi ha vinto il braccio di ferro sui decreti attuativi del Jobs act. «Mi assumo la responsabilità delle scelte finali», ha dichiarato alla stampa il premier, non mancando di nascondere le difficoltà incontrate, soprattutto per il battibecco vivacissimo col Nuovo centrodestra. Alla prova del Consiglio dei ministri della vigilia di Natale, la maggioranza è stata attraversata da uno scontro che ha alzato la tensione anche nel governo. Da una parte Ncd, dall'altra la sinistra Pd. Da un lato chi, da destra, voleva «l'opting out», cioè la possibilità di escludere il reintegro, dall'altro chi, da sinistra, reclamava più tutele.
«LE RIFORME DEVONO ANDARE AVANTI». Uno scontro tutto «ideologico» che ha il sapore di un «gioco delle parti», lo ha definito il premier. Che in Cdm ha posto fine alla disputa e, «da leader o presunto tale», ha deciso. Perché il percorso delle riforme, ha ribadito, deve andare avanti. Il braccio di ferro, potenzialmente deflagrante, andava avanti da settimane ed è proseguito fino a ridosso del Cdm, il cui inizio è slittato di oltre due ore.
L'AVVERTIMENTO DI SACCONI. Alla vigilia, Maurizio Sacconi per Ncd aveva lanciato un avvertimento che lasciava poco spazio all'immaginazione, dal momento che tirava in ballo la vita stessa del governo. E i ministri del nuovo centrodestra hanno cercato fino all'ultimo di imporsi in Cdm, arrivando - ha riferito qualche fonte - anche a ventilare la possibilità di non partecipare alla riunione.
MINORANZA PD SUL FRONTE OPPOSTO. Sul fronte opposto, però, si sono collocati quegli esponenti della minoranza Pd (Speranza, Damiano, Epifani) che vohanno tato il Jobs act alla Camera solo al termine di una lunga mediazione e dopo aver ricevuto rassicurazioni. Ma Renzi, come racconterà lui stesso in conferenza stampa al termine dell'inedito Cdm della vigilia di Natale, ha evitato il deflagrare dello scontro senza cedere alle pressioni. E al termine di una riunione lunga tre ore ha annunciato un testo nel quale ha stoppato l'opting out e i licenziamenti per scarso rendimento chiesti dagli alfaniani, ma ha assicurato anche che il testo dei decreti delegati «è aperto al contributo delle commissioni parlamentari» che dovranno dare i pareri. Un passaggio che consente al Ncd, hanno spiegati fonti di governo, di rivendicare il passo avanti compiuto considerando non chiusa la partita.
SPERANZA TWITTA GLI AUGURI A SACCONI. La scelta del premier ha però fatto esultare la sinistra Pd, che ha festeggiato l'impronta «più di sinistra» che assume il decreto sulle tutele crescenti («Buon Natale Sacconi», ha twittato Roberto Speranza). Ma Renzi ne ha avuto anche per loro e ha ricordato a chi da sinistra reclamava più tutele, l'arrivo dei nuovi ammortizzatori sociali.

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