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LAVORO 26 Dicembre Dic 2014 1435 26 dicembre 2014

Jobs Act, Cisl: «Migliorabile sui licenziamenti collettivi»

Il sindacato critica il decreto del governo. Sacconi: «La montagna ha partorito il topolino».

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Il regalo del Jobs Act sotto l'albero non è piaciuto a tutti. «Il testo del governo è ancora migliorabile, in particolare per quanto riguarda le norme sui licenziamenti collettivi», ha fatto sapere in una nota il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, responsabile del mercato del lavoro.
RIDURRE I CONTRATTI. «Noi insisteremo anche che nei prossimi decreti si riducano le tipologie contrattuali che in questi anni hanno generato le maggiori precarietà del lavoro», ha spiegato Petteni.
Inoltre, ha aggiunto, «come Cisl non faremo mancare la nostra azione propositiva sulla riforma degli ammortizzatori e soprattutto sulle politiche attive del lavoro che sono la vera sfida del Paese».
BENE SUI DISCIPLINARI. È, invece, «certamente positiva l'estensione dell'Aspi ai collaboratori, portandola a 24 mesi, come aveva sostenuto la Cisl in queste settimane. Importante è non aver toccato il reintegro in caso di licenziamenti disciplinari e non aver inserito nel Jobs act le norme sullo scarso rendimento del lavoratore».
«È evidente che non basteranno queste nuove norme sul mercato del lavoro a creare più occupazione e sviluppo nel Paese», ha proseguito nella nota il segretario confederale della Cisl.
UN GRANDE PIANO SOCIALE. «Servirà ora un patto sociale tra governo e parti sociali per favorire un grande piano di investimenti pubblici e privati, abbassare le tasse a lavoratori e pensionati e imprese che assumono ed investono in innovazione e ricerca, energia pulita a basso costo, infrastrutture materiali ed immateriali».

Forza Italia: «Una vittoria della Cgil»

Sul fronte politico invece, Forza Italia ha liquidato il jobs act nel suo Mattinale, come «una vittoria della Cgil» che «si lamenta ma gode». Ma è nel Nuovo centro destra, che il decreto sul lavoro ha creato più scompiglio. Il presidente della commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi, di Area popolare ha dichiarato il 26 dicembre: «Avverto molta delusione» perché «la montagna ha partorito il topolino».
PER IL BENE DELL'ITALIA E DEL GOVERNO. Mentre il responsabile di programma di Ncd, Renato Schifani, ha confermato il giudizio positivo sul compromesso: «Il decreto delegato varato dal governo è il classico bicchiere mezzo pieno frutto di una maggioranza composta da diverse e differenti formazioni politiche e culturali che, per il bene dell'Italia, hanno superato le reciproche diffidenze e adesso governano insieme».

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