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braccio di ferro 27 Dicembre Dic 2014 1038 27 dicembre 2014

Marò, Mogherini: «In gioco relazioni Ue India»

Lady Pesc: «A rischio l'impegno europeo contro la pirateria». Gentiloni: «Rapidità».

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Il continuo rinvio di una soluzione alla questione dei due marò italiani «può anche incidere sulle relazioni Ue-India e sulla lotta globale contro la pirateria in cui l'Ue è fortemente impegnata». L'Alto rappresentante per la Politica estera Ue Federica Mogherini, intervistata da Repubblica, avverte così New Delhi sulle possibili conseguenze dello stallo.
VERSO UNA VERA POLITICA ESTERA UE. L'ex ministro degli Esteri italiano riflette poi sull'Europa e spiega poi quale sia, a suo avviso, la sfida più importate per la Ue: «Quella interna: la sfida dell'Europa con se stessa. Creare una vera politica estera europea. Dobbiamo partire da noi. Dimostrare che siamo in grado di avere una visione comune». E sottolinea: «Guardiamoci intorno. Tutti i più gravi teatri di crisi del Pianeta sono ai confini dell'Europa: Ucraina, Siria, Medio Oriente, Libia, Africa. Io non credo alla casualità della geografia».
«SERVE UN CONFRONTO CON MOSCA». Individua poi le crisi ai confini europei che la preoccupano maggiormente: «Ne vedo tre: l'Ucraina, che implica anche i nostri rapporti con la Russia, il Medio Oriente e la Libia», che «se non trova una soluzione rapida, rischia di diventare la più esplosiva». Riflette infine sulla crisi con la Russia: Da una parte dobbiamo rafforzare il nostro sostegno all'Ucraina, dall'altra dobbiamo aprire un confronto diretto con Mosca sulle nostre relazioni reciproche e sul ruolo che la Russia può avere in altri scenari di crisi». Nega però che così l'Europa rischi di scontrarsi con l'intransigenza americana: «È una percezione sbagliata. Non è vero che ci sia una linea morbida degli europei contrapposta ad una linea dura degli americani».
GENTILONI: «RISULTATI RAPIDI E TANGIBILI». «Sentiamo parlare di dialogo aperto da parte di varie voci del governo indiano ma ci aspettiamo risultati rapidi e tangibili. Non possiamo più accontentarci di generici riferimenti a un dialogo», ha detto invece al quotidiano Avvenire il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che sabato 27 dicembre ha ricevuto l'ambasciatore italiano a New Delhi. Il richiamo del capo missione nella capitale indiana «non implica l'interruzione dei contatti e tanto meno la rottura delle relazioni diplomatiche, ma serve per manifestare la nostra contrarietà e per mettere a punto i passi successivi», ha detto Gentiloni.
Il ministro ha rassicurato i due fucilieri di marina: «Il governo ha il dovere di far sentire la vicinanza del Paese intero ai due marò. Alle loro famiglie. Soprattutto in questi giorni di festa». Ma la scadenza di metà gennaio, quando Latorre dovrebbe tornare in India, si avvicina e la necessità di trovare una via d'uscita ha i caratteri dell'urgenza. Critiche sulla gestione della vicenda arrivano al governo Renzi dall'ex ministro degli Esteri Giulio Terzi, secondo il quale il caso andrebbe affrontato «sollevando la questione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite» Un altro ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha rilanciato nei giorni scorsi l'arbitrato internazionale per risolvere definitivamente la questione.

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