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SPIRITO ASPRO 27 Dicembre Dic 2014 1057 27 dicembre 2014

Toto-Quirinale, ecco come scegliere il Capo dello Stato

Smorfia Napolitana. Talent. Grattini. Il tormentone per l'erede di Re Giorgio.

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Giorgio Napolitano.

Chiamiamolo QFactor, oppure MasterPresident, Promulgando con le stelle o magari Ti lascio un monito: il talent più appassionante della stagione comincia ora ma le selezioni sono già aperte da un pezzo. Giorgio Napolitano lascerà la presidenza della Repubblica fra qualche giorno, la vacanza da scapoli a Las Vegas con i fratelli Castro e papa Ratzinger è prenotata da tempo e il taxi per l'aeroporto sarà in attesa sotto il Quirinale al termine del discorso di fine anno, e questo spiegherà la frase sibillina: «È arrivato Sondrio 41» su cui si scanneranno i notisti politici il primo gennaio.
LEGIONI DI CANDIDATI. Ma i candidati alla sua poltrona sono legioni, e, con la disoccupazione che impazza, non sorprende: il Capo dello Stato è l'unico dipendente pubblico il cui stipendio non è bloccato dal 2009, e se si presentano in 100 mila per un concorso da bidello, figuriamoci quanti per un posto che richiede suppergiù le stesse competenze ma offre una paga stellare più sette anni di berlina con autista nonché vitto e alloggio nel più bel palazzo di Roma.
UNA CHANCE PER GLI OVER50. In più è l'unico impiego in cui sono favoriti gli over50, grandi esclusi dal mercato del lavoro. Il vero problema è che per vincere un concorso da bidello basta l'appoggio di un politico solo, mentre per arrivare al Quirinale ci vuole la raccomandazione di tre quarti del parlamento. Quanto basta per rendere più appassionante che mai il toto-Colle e farne il vero tormentone di fine anno. Vediamo come.

La tombola del Quirinale

Archiviate le vecchie cartelle con i numeri, la versione più trendy del tradizionale gioco delle feste vede protagonisti i 99 potenziali aspiranti alla presidenza già indicati da politici, giornalisti e showmen, da Mario Draghi a Stefano Rodotà passando da Walter Veltroni e Moira Orfei. A Napoli è già stata messa a punto un'apposita «Smorfia Napolitana», che mette in relazione i sogni e i vari successori dell'attuale presidente. D'Alema è «'a Barca a vela» o «'a Sfurtuna», Emma Bonino è «'a Pia illusione», Gianni Letta «'o Tuppé» oppure «l'Amico d''o mariuolo», Giuliano Amato è «'a Pensione 'e 31 mila euro». Prodi resta Prodi perché che diventi lui presidente è un sempre un sogno e basta. Particolarità del gioco è che non vince la tombola ma l'ambo perché il Capo dello Stato ideale non è schierato a destra o a sinistra ma espresso da ambo le parti.

Presidente per sempre

Con la consueta prontezza, Lottomatica ha colto al balzo l'ispirazione quirinalizia per lanciare un nuovo «grattino»: dopo Mega Miliardario e Batti il banco, «presidente per sempre». Sulla cartella ci sono i simboli di sei partiti politici; se grattandoli emerge due volte il nome dello stesso candidato al Colle, si vince per sette anni lo stipendio mensile di un corazziere. Questo ne fa la lotteria istantanea con le più basse possibilità di vincita, perché è praticamente impossibile trovare due partiti d'accordo su un nome, come del resto nemmeno due membri del Pd. Ci si può sempre rifare con il Gioco 2: si grattano tre caselle con il ritratto di Napolitano, e se sotto due appare quello di Beppe Grillo si vincono un abbonamento annuale al Fatto Quotidiano e un weekend con Ale Di Battista.

Il botto di fine mandato

Per salutare degnamente il 2014 e il presidente uscente, l'industria pirotecnica a San Silvestro propone il Giorgio BumBum, un petardo tricolore chiaramente ispirato alla presidenza Napolitano: anche se è evidente che ormai è scoppiato, anziché metterlo da parte gli si ridà la carica. In attesa di un candidato in grado di fare davvero il botto, presso i venditori di petardi in zona Montecitorio ferve il mercato dei Grandi Elettori, costosi ma ben poco spettacolari: non fanno scintille ma offrono solo una noiosa serie di fumate nere.

Ricomincio da Capo (dello Stato)

Ma secondo i sondaggi gli italiani in realtà non vorrebbero cambiare, e opterebbero per una terza presidenza Napolitano, da ripetere all'infinito come il giorno della marmotta del film con Bill Murray. Altri ancora punterebbero sulla soluzione-Inter: cedere la presidenza a qualche eccentrico miliardario dell'estremo Oriente abbastanza ricco da ingaggiare Mourinho al posto di Renzi. Una minoranza chiede il ritorno della monarchia perché l'Italia torni a essere rappresentata da una dinastia che, pur fra luci e ombre, ha unificato il Paese. Il difficile è capire quale dinastia, se i Savoia o gli Agnelli. Una cosa è certa: un garante della Costituzione del '48 non ci serve più. La garanzia di legge dura due anni, quindi la Carta fondamentale dello Stato non è più in garanzia dal 1950. Se non funziona più bisogna mettersi il cuore in pace e comprarla nuova.

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