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DIPLOMAZIA 31 Dicembre Dic 2014 1823 31 dicembre 2014

Palestina, Abu Mazen chiede ammissione a Corte l'Aia

Il presidente dell'Anp firma il documento per l'accesso al tribunale internazionale.

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Presidente dell'Anp Abu Mazen.

Nonostante lo stop del Consiglio di Sicurezza dell'Onu alla risoluzione per la fine dell'occupazione israeliana, il percorso di riconoscimento della Palestina prosegue.
Il 31 dicembre, il presidente dell'Anp Abu Mazen ha firmato la richiesta di adesione a 20 convenzioni internazionali, tra le quali spicca il trattato di Roma, che ha istituito la Corte penale internazionale, incaricata del giudizio su crimini di guerra, contro l'umanità e genocidi.
ISRAELE PRONTA A REAGIRE. In caso di accoglimento della richiesta, i palestinesi potrebbero citare in giudizio esponenti del governo e militari israeliani. Un fatto che ha fatto andare su tutte le furie il premier di Tel Aviv Benyamin Netanyahu, sebbene Israele, insieme ad altri Stati come gli Usa, Russia e Cina, non abbia aderito al trattato.
«Israele reagirà alla richiesta palestinese», ha fatto sapere Netanyahu secondo cui proprio Abu Mazen dovrebbe temere quell'istituzione in quanto legato «ai terroristi di Hamas».
In un discorso televisivo in occasione del 50esimo anniversario della fondazione di al-Fatah, Abu Mazen ha commentato l'esito del voto del Consiglio di Sicurezza Onu sulla risoluzione presentata dalla Palestina per la pace con Israele, criticando Washington e Tel Aviv.
ABU MAZEN: «USA ANCORA PIù ISOLATI». «Gli Stati Uniti sono ancora più isolati per aver difeso le politiche israeliane», ha detto il presidente dell'Anp, mentre il governo israeliano «'non ha ancora compreso la trasformazione nello scenario europeo, fra cui il boicottaggio dei prodotti delle colonie e il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di governi e parlamenti Ue».
Abu Mazen ha aggiunto che il processo in corso in Europa dimostra che «il mondo intero si sta stancando della riprovevole occupazione israeliana, l'ultima e la più lunga nella Storia moderna». Quindi ha respinto le critiche di chi ha definito «unilaterale» l'iniziativa palestinese all'Onu fatta soprattutto per sancire per il 2017 la data termine dell'occupazione israeliana. «Sono semmai unilaterali le azioni del governo israeliano», ha insistito.

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