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SUCCESSIONE 2 Gennaio Gen 2015 1100 02 gennaio 2015

Quirinale, Draghi si sfila: «Resto alla Bce»

«Non voglio essere un politico». Forza Italia: «Prima il Colle, poi le riforme».

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Il presidente della Bce Mario Draghi.

Mario Draghi si sfila dalla corsa al Colle e Forza Italia scalda i motori. Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con l'annuncio delle imminenti dimissioni, ha ufficialmente aperto la questione della successione al Quirinale. Una partita che si preannuncia particolarmente delicata e, anche se il premier Matteo Renzi ostenta sicurezza, dicendosi sicuro che questa volta il parlamento non ripeterà gli errori del 2013, le incognite restano tante.
«NON VOGLIO ESSERE UN POLITICO». Ma dalla lista dei papabili c'è ora da depennare il nome del governatore della Banca centrale europea, uno dei più quotati per il dopo Napolitano. «Io non voglio essere un politico», ha infatti affermato Draghi al quotidiano tedesco Handelsblatt, sottolineando che il suo mandato a Francoforte proseguirà fino al 2019.
FORZA ITALIA IN FIBRILLAZIONE. Nel frattempo il centrodestra è in fibrillazione. Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff di Forza Italia alla Camera, ha avvertito il governo che prima deve venire l'elezione del nuovo capo dello Stato, poi si riparlerà di riforme. «Non si scappa. E diciamo di no al tira e molla su un presunto prossimo incontro romano tra Renzi e Berlusconi. Dinanzi a scelte istituzionali gravissime è il momento di proporre metodi istituzionali».
BERLUSCONI RIAPRE AD ALFANO. Nessuna rosa di nomi sul tavolo di Fi ma la convinzione che, senza il sì degli azzurri e quello di Area Popolare, difficilmente il premier potrà eleggere il futuro presidente della Repubblica.
Un fronte che 'pesa' oltre 200 Grandi elettori, risultando così decisivo anche per il raggiungimento della maggioranza assoluta. Non a caso negli ultimi giorni si sono infittiti i contatti tra gli sherpa di Fi, Ncd (a partire da Angelino Alfano) e anche Lega.
GUERINI: NO A VETI E IMPOSIZIONI. Intanto Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito democratico, ha voluto chiarire: «Niente veti e niente imposizioni. Abbiamo bisogno di un presidente che sia autorevole sotto il profilo istituzionale, appassionato per l'ansia di cambiamento che c'è nel paese e che sproni l'attività riformatrice».
BOLDRINI: PRESIDENTE SIA UN POLITICO. Per la presidente della Camera, Laura Boldrini, il nuovo presidente dovrà essere un politico che sappia riavvicinare i cittadini. E non è da escludere che possa essere una donna: «Se le donne possono dirigere il Cern, possono salire al Quirinale».

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