Marianna Madia 141105154956
POLEMICA 2 Gennaio Gen 2015 1942 02 gennaio 2015

Riforma Pa, nuova stretta sugli statali

Nel testo sanzioni e licenziamenti per i fannulloni. E un riordino complessivo del pubblico impiego.

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Marianna Madia.

La vicenda dei vigili romani, assenti in massa il giorno di Capodanno, ha riporato la Pubblica amministrazione al centro del dibattito.
«Avanti» con la riforma, ha scritto infatti Madia su Twitter, rimandando alla legge delega affidata alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama.
ESAME SOSPESO. L'esame per ora è stato sospeso, i senatori sono alle prese con l'Italicum, ma già da febbraio dovrebbe riprendere l'esame, cominciando subito con gli emendamenti che contano: quelli del governo e del relatore, Giorgio Pagliari (Pd), che ha fatto sapere come il lavoro sul ddl Madia sia già in stato avanzato e di certo non possono mancare «emendamenti anche sulla parte relativa al pubblico impiego». Ciò sottolineando che si tratta una rivisitazione «organica», che comprende «sanzioni e licenziamenti, ma come parte di un tema più ampio, di maggiore responsabilizzazione del pubblico impiego, che ha come obiettivo il rilancio della professionalità».
TESTO UNICO SUL LAVORO PER LA PA. La delega Pa d'altra parte offre diversi spunti, oltre al fronte dirigenza pubblica, ci sono due articoli che fanno riferimento ai travet. Uno, l'articolo 12, impegna il governo ad adottare entro un anno dall'approvazione del ddl un decreto di «semplificazione» del «lavoro alle dipendenze delle amministrazioni», aprendo la strada a un testo unico. L'altro articolo, il 13, è interamente dedicato al riordino del pubblico impiego. Qui si passa dalla razionalizzazione delle norme già esistenti alla messa a punto di nuove regole. Una vera e propria riforma a cui sono chiamate a partecipare anche le «organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative».
RIVEDERE LA DISCIPLINA DEI CONCORSI. Il ddl traccia anche alcune linee guida: rivedere la disciplina dei concorsi, accentrarli, ridurre i termini di validità delle graduatorie, definire gli obiettivi di contenimento delle assunzioni.
Tutt'altro che secondari sono altri due titoli presenti nella delega: «Rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici» e nuovi incarichi da dare all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale nella Pa.
Gli emendamenti del governo e del relatore sono destinati ad arricchire questi punti, da attuare con i decreti. Se questo è il futuro, il passato, almeno il passato recente, porta il marchio della riforma Brunetta, accompagnata dalla campagna anti fannulloni.
PROPOSTE LEGATE ALLA RIFORMA DEL 2009. Tante delle proposte sono infatti orientate a rendere pienamente praticabili concetti già presenti nella riforma entrata in vigore a fine 2009 (mobilità obbligatoria, sanzioni anche penali per certificati medici falsi, licenziamento per ripetersi di assenze ingiustificate, premi al merito).
Non sarebbe quindi il primo giro di vite. E, anche se può suonare strano dopo il caso capitolino, le precedenti strette qualcosa hanno prodotto visto che le assenze per malattia vanno sempre più diminuendo, almeno stando alla rilevazione che arriva fino ad agosto.

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