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POLEMICA 3 Gennaio Gen 2015 2059 03 gennaio 2015

False malattie Pa, Inps pronto a farsi carico dei controlli

Renzi incontra Boeri. E l'Istituto promette di impiegare la metà dei fondi delle Asl grazie ai suoi database. Marino minaccia di licenziare i vigili assenteisti.

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Tito Boeri.

L'epidemia di Capodanno che ha falcidiato i vigili urbani romani è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il chiaro segnale che ha convinto il governo ad agire, il prima possibile, per evitare il ripetersi di situazioni di assenteismo tanto imbarazzanti mettendosi alla caccia dei falsi malati della pubblica amministrazione.
RENZI DIFENDE I VIRTUOSI. E se il sindaco della Capitale Ignazio Marino si è detto pronto ad adottare misure drastiche, fino ai licenziamenti, il mantra di Palazzo Chigi rimane lo stesso: impedire che chi fa il 'furbo' pesi su chi invece lavora diligentemente: «I tanti bravissimi funzionari pubblici che lavorano con onore hanno il diritto di non essere infangati da furbetti e furbastri», ha ribadito il premier Matteo Renzi in una lettera agli iscritti del Pd.
La strada, anche se non ci sono conferme ufficiali, sembra essere segnata e porta all'attribuzione all'Inps dei controlli fiscali sulle malattie degli statali, finora ad appannaggio delle Asl. Non a caso, il 3 gennaio, Renzi ha incontrato per un'ora il neo presidente dell'Inps, Tito Boeri, dopo che fonti dell'Istituto si erano dette pronte a farsi carico dell'incombenza dei controlli: «Il sistema delle Asl ha a bilancio 70 milioni per i controlli nell'ambito del pubblico impiego, noi siamo pronti a farlo alla metà del costo», hanno spiegato.
SOGGETTI DA CONTROLLARE SCELTI ACCURATAMENTE. Ciò avverrebbe grazie a «un sistema di data mining e all'archivio dei certificati online di cui l'Istituto ha la gestione». In particolare, l'adozione di un sistema di 'data mining' (letteralmente estrazione di dati) permette di ottenere la scelta dei soggetti da sottoporre a visita di controllo attraverso un 'sistema informatico esperto', che garantisce oggettività, conservazione e riproducibilità delle azioni effettuate e soprattutto minori costi.
Una disponibilità già manifestata a febbraio alla Camera, in audizione alla Commissione Affari sociali, anche se allora il direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, si era detto disponibile «ad assumere l'onere di effettuare le verifiche anche per il segmento pubblico, previo conferimento dello stanziamento attualmente stabilito per il settore, che è di circa 70 milioni di euro».
CONTROLLI IN FLESSIONE CON LA SPENDING REVIEW. Con il dimezzamento della spesa, però, c'è il rischio di una flessione nei controlli, visto che, come ha sottolineato il documento conclusivo della Commissione della Camera, con la spending review, si è passati da «circa 78.700 visite mediche d'ufficio effettuate mensilmente nel 2012 a circa 10 mila visite mensili a luglio e agosto 2013 ed a 5 mila visite a settembre».
Potrebbero essere comunque controlli 'redditizi' se indirizzati appropriatamente, proprio con il ricorso a sistemi informatici. Ma, ha spiegato il sottosegretario all'economia, Enrico Zanetti, c'è anche un'altra strada: la 'franchigia retributiva', ovvero una riduzione del trattamento retributivo per i primi giorni di assenza breve per malattia, compensata da un aumento del salario corrispondente al risparmio che ne deriva per l'impresa, può secondo Scelta civica costituire lo strumento più efficace per combattere l'assenteismo abusivo.
I SINDACATI: «LE REGOLE CI SONO GIÀ». Le regole contro i furbetti già ci sono, hanno replicato i sindacati in ordine sparso, con la Cisl Fp che ha affermato che «nel pubblico, come nel privato, servono più verifiche e controlli», e la Uil Pa che ha accolto positivamente un sistema unico di controlli in carico all'Inps «per sradicare dall'immaginario collettivo l'idea del lavoratore pubblico come fannullone o privilegiato», così come, per ragioni opposte, il sindacato dei medici generici (Fimmg): «1.000 medici farebbero solo quello, acquisendo sempre più professionalità e con abilità e competenze specifiche in attività libero professionale ma in convenzione, quindi con un rapporto costante e regolamentato».

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