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ESTERI 3 Gennaio Gen 2015 1807 03 gennaio 2015

Medio Oriente, Israele congela il trasferimento di fondi all'Anp

Si tratta di 500 mln di shekel di dazi doganali. «Prima risposta» alla firma di Abu Mazen.

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Il premier israeliano Netanyahu.

Israele ha congelato il trasferimento all'Anp di 500 milioni di shekel (100 milioni di euro) di dazi doganali.
La mossa, ha spiegato la radio militare, è «una prima risposta» alla firma del presidente palestinese Abu Mazen del Trattato di Roma che dà accesso alla Corte penale internazionale.
In base ad accordi bilaterali, Israele raccoglie di norma dazi doganali per conto dell'Anp e ne versa l'importo complessivo a Ramallah una volta al mese. La cifra di 500 milioni di shekel, ha precisato l'emittente, è relativa al mese di dicembre 2014.
IMPORTO PER SALDARE I DEBITI DELL'ANP. Questo importo potrebbe essere ora utilizzato per saldare debiti dell'Anp verso Israele: ad esempio, per il consumo di energia elettrica o per ricoveri di cittadini palestinesi in ospedali israeliani.
La decisione del congelamento, ha appreso ancora la radio militare, è stata presa venerdì 2 gennaio in un vertice fra il premier Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Moshe Yaalon e il ministro per le Questioni strategiche Yuval Steinitz.
«Una mossa piratesca», ha immediatamente replicato una fonte governativa a Ramallah, che con l'ingresso nella Corte penale internazionale intende combattere Israele con mezzi giuridici. In primo luogo, hanno anticipato, sollevando la questione della colonizzazione in territori occupati militarmente. Poi con un dossier sui «crimini di guerra» di cui, secondo i palestinesi, Israele si è macchiato nell'estate 2014 durante il conflitto a Gaza contro Hamas.
NETANYAHU IN CAMPAGNA ELETTORALE. La settimana precedente Israele e Anp avevano ingaggiato un altro duello a distanza al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In quell'occasione Israele aveva avuto il sopravvento perché la mozione che stabiliva una data limite alla sua occupazione militare della Cisgiordania, il 2017, non ha ottenuto (di stretta misura) la maggioranza necessaria.
Ma la mossa del blocco dei dazi per Ramallah può essere letta anche in chiave elettorale. In Israele si è entrati ormai nella vigilia delle elezioni politiche e Netanyahu deve misurarsi in particolare con rivali di estrema destra: fra questi il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman (leader di Israel Beitenu) e il ministro dell'Economia Naftali Bennett (leader di Focolare ebraico).
SCONTRO DIPLOMATICO CON GLI USA. In passato Israele è già ricorso a questa misura punitiva verso i palestinesi, ma è stato costretto a recedere in seguito a forti pressioni diplomatiche. Nel frattempo cresce la polemica con gli Stati Uniti per il confronto avvenuto in Cisgiordania fra alcuni coloni e lo staff del consolato Usa di Gerusalemme Est.
Gli americani hanno chiesto ad Israele che i coloni che presso Nablus hanno assalito a sassate i diplomatici siano identificati e processati. Mentre esponenti della destra nazionalista israeliana esigono che «gli agenti Usa che hanno puntato le loro armi contro cittadini israeliani» siano espulsi.

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