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TOTO NOMINE 4 Gennaio Gen 2015 2112 04 gennaio 2015

Quirinale, Renzi: «Evitiamo altre figuracce»

«Il presidente? Arbitro, non giocatore». Fi: «Il premier faccia ordine nel Pd».

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Il premier Matteo Renzi.

Il prossimo presidente della Repubblica sarà «un arbitro, non un giocatore», capace di «rappresentare l'unità d'Italia».
Matteo Renzi resta ancorato al suo metodo per la scelta del successore di Giorgio Napolitano: intorno al nuovo presidente bisogna costruire un largo consenso su una personalità super partes.
Il ricordo dei 101 che due anni fa impallinarono Romano Prodi ancora è fresco e Renzi non vuole brutte sorprese. La sua preoccupazione, espressa al Tg5, è di evitare nuove «figuracce».
RENZI: «IL PARLAMENTO SARÀ RAPIDO». Le carte della partita per il Colle sono ancora coperte, ma il premier è convinto di poter portare il parlamento a un'elezione veloce: le aule, è la sua previsione, procederanno «in modo abbastanza rapido».
«Il presidente della Repubblica c'è, si chiama Giorgio Napolitano», dice Renzi, «e tutti gli siamo grati per tutto quello che ha fatto e anche per le parole dell'ultimo giorno dell'anno. Quando arriverà il momento dovremo scegliere una persona saggia ed equilibrata come lui. Non sarà facile ma ce la faremo».
CIVATI PER PRODI O RODOTÀ. Quando gli chiedono se abbia «un asso nella manica», Renzi si rifugia nella riserbo: «Questa è una partita seria, non è una partita di carte. I nomi che saranno oggetto del dibattito arriveranno dopo. Quando arriva il momento con calma e serenità dimostreremo che c'è una politica adulta in grado di decidere».
Se Renzi tesse la sua tela convinto di avere buone chance di arrivare rapidamente a un risultato, i partiti sono in subbuglio. Nel Pd la minoranza interna ha già fatto sapere che non farà sconti. Civati, in un'intervista a La Repubblica, pone condizioni precise: «Prodi o Rodotà li voto subito. Serve un candidato di centrosinistra». Se non sarà così, lui gli negherebbe il voto.
FI: «IL PREMIER FACCIA ORDINE NEL PD». Forza Italia assiste con preoccupazione ai contrasti in seno al Pd: il partito di Silvio Berlusconi teme che le fibrillazioni possano mettere in crisi il possibile accordo unitario: «Ci auguriamo che Renzi metta ordine nel Pd quanto prima», è l'auspicio di Stefania Prestigiacomo.
Il senatore Maurizio Gasparri chiede di ribaltare lo schema che si sta prefigurando: «Invece di far convergere i moderati sul meno sgradito dei mandarini Pd, invertiamo il ragionamento. Scelga la sinistra il più gradito in una rosa di nomi di area moderata, possibilmente, non necessariamente, un cattolico Ppe».
SALVINI DETTA LE SUE CONDIZIONI. Nella partita si inseriscono i leghisti di Matteo Salvini, che non vogliono restare alla finestra. Il segretario della Lega annuncia che «se Renzi propone una persona capace noi ci siamo».
L'importante, avverte, è che il Pd non tiri fuori nomi come quelli di Prodi o Amato.

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