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POLITICA 4 Gennaio Gen 2015 0800 04 gennaio 2015

Una norma salva Berlusconi nel condono fiscale

Evasione fiscale. Il Cav potrebbe tornare candidabile. Il cavillo in un decreto legislativo del Cdm del 24 dicembre. Ma Renzi blocca il testo della riforma.

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Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Silvio Berlusconi potrebbe aver trovato l'escamotage per cancellare i suoi guai giudiziari. Dopo che l'ex premier, assieme ai suoi avvocati, ha battuto tutte le strade per riacquistare la candidabilità politica, piovuta con la condanna a 4 anni nel processo Mediaset, l'inatteso assist legale potrebbe arrivare da una norma contenuta in un decreto legislativo sui rapporti tra fisco e contribuente approvata dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre. Quasi fosse un dono sotto l'albero per il Cav.
RENZI: «NON MI RISULTA, PRONTO A CAMBIARE IL DECRETO». «A me non risulta affatto che sia così. Non mi pare realistico che una nuova legge possa cancellare una condanna passata in giudicato. Ma se davvero dovesse essere possibile sono pronto a bloccare la legge e a cambiarla», si è subito affrettato a dichiarare Matteo Renzi.
SCONTRO POLITICO TRA TESORO E PALAZZO CHIGI SULLA PATERNITÀ DELLA NORMA. Come spiegato da Repubblica, sulla norma si è già acceso lo scontro politico tra ministero dell'Economia e palazzo Chigi sulla paternità del provvedimento e si dividono anche gli avvocati di Berlusconi.
Per Franco Coppi «la legge si può ben applicare a Berlusconi». Invece Nicolò Ghedini la pensa all'opposto. Se la norma è com'è stata pubblicata sul sito del governo, la conseguenza pare scontata: se si facesse il processo adesso il reato di Berlusconi non esisterebbe più.
INTERPRETAZIONE SULLA SOGLIA DEL 3%. Come indica il Corriere della Sera, il rebus sulla sorte della sentenza definitiva alla quale Berlusconi nell'agosto 2013 è stato condannato dalla Cassazione per violazione dell'articolo 2 della legge 74 del 2010, è racchiuso nell'interpretazione di una frase contenuta nel nuovo decreto. Una frase che non modifica l'articolo di legge sulla frode fiscale e nella sua struttura non introducono direttamente alcuna soglia, ma per una complessiva tipologia di reati (tra cui la frode) si limitano a prevedere a titolo di «causa di esclusione della punibilità» una soglia del 3 per cento di evasione sull'imponibile.
Una soglia che calza a pennello a Berlusconi dato che alla fine la condanna Mediaset era stata sotto la soglia: 4,9 milioni evasi su 410 di imponibile nel 2002 e 2,6 su 312 nel 2013.
DUBBIO SULLA CANCELLABILITÀ DELLA SENTENZA. Il dubbio legale si basa sulla domanda se la nuova norma possa cancellare a posteriori anche una sentenza definitiva. E la fumosità del testo, che da un lato non inserisce le soglie nella struttura dell'articolo che si occupa della frode fiscale, ma dall’altro lato etichetta con lo strano nome di «clausola di non punibilità» un elemento - come la soglia - che oggettivamente diventa un elemento strutturale del reato, finisce per alimentare l'ambiguità.
PER IL CAV LO SPIRAGLIO DI UN RITORNO ALLA VITA POLITICA. Insomma se riuscisse a far leva sul testo del condono Berlusconi potrebbe chiedere al Tribunale di revocare la condanna definitiva e cancellarne gli effetti e tornare alla politica, dalla quale è escluso per 6 anni dalla legge Severino che però come presupposto ha appunto l'esistenza di una sentenza di condanna definitiva.

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