Norman Atlantic Traghetto 150102180907
FACCIAMOCI SENTIRE 5 Gennaio Gen 2015 1202 05 gennaio 2015

È un'Italia di 'Uomini contro': basta individualismi

I vigili di Roma, la Norman, i voli di Renzi. Solo strumentalizzazioni e tifo da ultrà.

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Il traghetto Norman Atlantic nel porto di Brindisi (2 gennaio 2015).

Il passaggio dal 2014 al 2015 è stato caratterizzato da alcuni fatti che più di altri hanno avuto un impatto importante sull’opinione pubblica del Paese.
Il naufragio, a seguito di un incendio sviluppatosi a bordo, della Norman Atlantic, l’epidemia di massa dei vigili urbani a Roma, i 200 netturbini ammalati a Napoli e l’uso di un volo di Stato da parte della famiglia del presidente Renzi per raggiungere Courmayeur, nota località di montagna dove aveva scelto di trascorrere qualche giorno per le vacanze di fine anno.
Cose ovviamente non della stessa importanza o gravità. Ma proprio per questo adatte a una analisi sulla reazione degli italiani rispetto a situazioni simili.
Ancora una volta il “tifo” (e quello da ultrà per intendersi) ha prevalso.
SPECULAZIONI GRATUITE. Di fronte al dramma che avrebbe potuto comportare la perdita di centinaia di vite umane molti si sono impegnati per utilizzare questa triste vicenda per speculazioni politiche assolutamente non prioritarie rispetto a quanto stava avvenendo.
Stavolta, inoltre, non c’era lo Schettino di turno, ma un valido comandante che ha cercato di fare interamente il proprio dovere.
E LE COLPE DEI GRECI? Si è sentito di tutto, ma provate a trovare una critica alle autorità greche, ai sistemi di controllo sotto la loro responsabilità che avrebbero consentito di imbarcare più mezzi del previsto o anche un certo numero di migranti.
Il nostro il primo ministro è stato criticato per aver enfatizzato troppo il successo dell’operazione anziché «controllare personalmente» la lista dei passeggeri e le procedure di imbarco.
Sto provocando, naturalmente.
Personalmente vorrei enfatizzare ancora di più il grandissimo contributo dato dalle autorità, dalla Marina, dalle capitanerie di porto, dall’aeronautica, dai vigili del fuoco.
SFORZI ITALIANI CRITICATI. La magistratura (anche lei criticata per il suo intervento come se non fosse dovuto) chiarirà le responsabilità penali e le eventuali mancanze. Ma questo non interesserà nessuno a meno che non possa essere politicamente strumentalizzato in qualche modo.
Sui greci che potrebbero aver contribuito con i mancati controlli a provocare la tragedia nessuna parola.
Sugli sforzi degli italiani che con sacrificio, abnegazione e professionalità hanno evitato una tragedia ancor più grande solo critiche.

I vigili di Roma, un'occasione per attaccare il sindaco Marino

Vigili di Roma.

Veniamo a Roma. I vigili urbani della Capitale potranno avere, professionalmente parlando, tutte le ragioni del mondo.
Ma anche volendo accettare (violentando la ragione) che la loro fosse una protesta, vi sembra questo il modo di protestare? E vi sembra normale che medici compiacenti possano essere “complici” di una simile protesta?
NESSUNO ACCUSA I MEDICI. Avete sentito nessuno criticare il contributo della classe medica a questa vergogna? Successo il fatto, molti hanno pensato: tanto i sindacati adesso faranno le barricate.
Chi invece è sceso subito in campo a loro difesa? Salvini della Lega Nord, Meloni dei Fratelli d’Italia e Storace segretario de La Destra.
Per convinzione? Difficile da credere. È molto più probabile la strumentazione politica contro il sindaco Ignazio Marino.
Gli interessi dei cittadini? Be', quello non è un problema: qualcuno ci penserà...
NAPOLI, CITTADINI PENALIZZATI. Napoli è da sempre la città più complessa per ragioni di nettezza urbana.
I fine anno a Napoli sono unici al mondo. Tutto prevedibile quindi e quando i fenomeni sono prevedibili ci si può organizzare in modo adeguato.
Anche qui però la prima reazione dei politici locali rispetto all’assenza di 200 netturbini che non ha conseguito una adeguata pulizia della città è stata quella di avventurarsi in confronti statistici e quanto altro senza che nessuno dicesse: i cittadini non meritano una cosa simile.

Il volo di Stato di Renzi: la faccia tosta di chi lo accusa

Renzi in vacanza con la famiglia in montagna.

E veniamo al presidente del Consiglio che usa un volo di Stato per fare il tragitto Firenze-Aosta. Ha anche l’aggravante di aver dormito in una caserma degli Alpini assieme alla sua famiglia.
Ricordo che questa estate fu accusato di aver speso circa 1.000 euro al giorno per la sua famiglia che aveva soggiornato per tre notti a Forte dei Marmi.
Adesso viene criticato per aver dormito nella caserma degli Alpini dove, secondo i giornali, avrebbe anche rimborsato le spese.
I PRIVILEGIATI CHE ATTACCANO. Certo lo “scandalo” è aver usato un volo di Stato che costerebbe circa 9 mila euro.
Per i parlamentari che lo criticano rappresentano poco più della metà di quanto percepiscono ogni mese per fare (in molti casi) niente.
Sono coloro che viaggiano gratis sulle Ferrovie dello Stato o affollano la sala Freccia Alata di Alitalia viaggiando se non gratis almeno a tariffe (molto) privilegiate.
PURE I GIORNALISTI SONO CASTA. Pochi sanno che anche i giornalisti hanno la possibilità di avere in comodato d’uso (quindi gratis) due vetture da parte di un noto gruppo automobilistico italiano.
Lasciatemi evitare un possibile fraintendimento: non sto parlando, per cercare di difenderlo, di Renzi come persona fisica, ma parlo di lui come presidente del Consiglio pro-tempore del Paese.
Direi le stesse cose per chiunque occupasse la sua poltrona prescindendo dal partito di appartenenza.

Dove sono finiti i valori che dovrebbero essere condivisi?

Palazzo Chigi.

La sintesi di quanto detto è che in una qualunque nazione si dovrebbe avere una serie di valori condivisi. In Italia, in particolare, occorrerebbe cambiare radicalmente il modo di fare politica.
Da un approccio basato sulla ricerca esasperata del consenso (a qualunque costo) a un approccio che privilegi i superiori interessi del Paese all’interno del quale fare tutte le competizioni per migliorare la qualità di vita dei cittadini che pagano le tasse.
NÉ DESTRA NÉ SINISTRA. Valorizzare (o criticare) chi contribuisce (o meno) allo sviluppo del Paese non può essere né di destra né di sinistra. La maggioranza è giusto che governi e l’opposizione è giusto che controlli, ma sempre avendo come riferimento i superiori interessi del Paese.
In un mondo dove la comunicazione è diventata globale, grazie soprattutto alla evoluzione dei social network, ognuno, prima di agire, deve capire il vantaggio o il danno che arreca al nostro Paese con le proprie azioni.
Tutti siamo chiamati all’assunzione di un nuovo livello di responsabilità non delegabile in alcun modo.
CHI PARLA FAREBBE PEGGIO. Purtroppo molti di coloro che criticano i politici o chi abbia compiti di responsabilità farebbero ancora peggio al loro posto.
Occorre passare da una visione individualistica della vita sociale a una che consenta certamente tutte le libertà individuali, ma all’interno di un sistema di valori condiviso. Solo così potremo garantire alle nuove generazioni il futuro che auspicano e che meritano.

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