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MAMBO 6 Gennaio Gen 2015 0800 06 gennaio 2015

Altro che Maradona, Renzi è come Cassano e Balotelli

Campione? Il premier deve ancora entrare nella storia. Per ora colleziona errori. Come il volo di Stato e il salva Berlusconi.

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Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Sullo sfondo Palazzo Chigi.

Matteo Renzi ha iniziato il secondo anno di governo - che molti pensano sarà ancora lungo, magari con ministri diversi - con due errori.
Il primo, il volo sull’aereo di Stato con famiglia e seguaci, è in fondo di tipo mediatico.
Che bella figura avrebbe fatto se fosse andato - come altri leader mondiali, da ultimo il premier inglese David Cameron - con un volo di linea.
Occasione sprecata, ingordigia di potere provinciale e giovanile.
CIRCONDATO DA MINUS HABENS. Il secondo è, invece, più grave. La norma, che ora viene congelata o almeno corretta, che avrebbe tolto Silvio Berlusconi dalle ambasce giudiziarie è un errore che ne contiene diversi.
Dà un lasciapassare per un brutto reato, quello fiscale. La partita è stata giocata di soppiatto e solo il controllo dell’opposizione parlamentare ne ha scovato l’esistenza.
È un errore personale perché Renzi se ne è assunta la responsabilità, cosa di cui gli va dato atto, ma ha voluto così dire che è circondato da minus habens.
Ovvero, ultima ipotesi di errore, ancora più grave, perché aveva concordato il tutto con Forza Italia e dopo lo “scandalo” si è spaventato e ha fatto marcia indietro.
Quando si governa si può sbagliare. Per carità. Quando si inizia a governare paradossalmente si può sbagliare di più per inesperienza, ma leader saggi sanno circondarsi di persone esperte che non fanno fare errori giuridico-mediatici.
Una vigilessa di Firenze non ha queste caratteristiche.
ORA IN GIOCO C'È IL QUIRINALE. Infine Renzi non è nella condizione di sbagliare. Per due ragioni.
Una immediata. Fra pochi giorni inizia la partita della vita che ha come posta in gioco il Quirinale.
Renzi è l'unico leader che non può perdere né pareggiare.
Se non vince finisce in fondo classifica. Vincere che cosa vuol dire? Poche sedute parlamentari prima dell’elezione, un nome autorevole, un personaggio che non sia del suo club, un pacificatore, almeno del Pd.
La seconda ragione per cui Renzi non può sbagliare è che il giovane premier non ha più il vento in poppa.
Le altre barche sono alla deriva o in riparazione, ma la sua comincia a mostrare cedimenti.
A suo vantaggio c’è il pronostico Istat sull’economia e la sensazione, che molti operatori hanno, di una certa ripresa di fiducia dei consumatori.
IL SECONDO ANNO È DECISIVO. Tuttavia il secondo anno è come il settimo per i matrimoni. C’è la prova del fuoco, perché inizia la stanchezza e la routine, perché i gesti non sono più sorprendenti, perché le solite battute stancano, perché le inutili liti annoiano.
Renzi ha davanti a sé ancora una prateria che ha questa caratteristica.
È una vera nuova frontiera: lui la può occupare, fare fuori gli indiani, costruire i suoi ranch, ma Renzi è l’unico uomo politico che non scalda alcun cuore.
Due leader controversi, come Berlusconi e D’Alema, sono stati molto rappresentativi del proprio campo.
Veltroni ha regalato un sogno. Prodi è stato l’uomo delle vittore.
Renzi è un po’ come Cassano e Balotelli: molti pensano che sia un campione, ma gli devono ancora veder giocare la partita che lo consegna alla storia.
I TWEET? INSOPPORTABILI. Il premier vuole ovviare a tutto questo con una overdose di insopportabili tweet e con alcune grandi firme amiche che raccontano i suoi “segreti”, le sue inimicizie, i suoi progetti.
Credo che ormai scrivano articoli che leggono in pochi. Il personaggio non regala sorprese.
È una caratteristica che va bene in un atleta, per restare nella metafora sportiva, regolarista, tipo Baldini e Gimondi nel ciclismo, Baresi nel calcio.
Ma non va bene in uno che vuole guidare un 'grande cambiamento'. Lì serve Maradona. Da quel che si è visto finora, non è in campo.

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