Renzi_Berlusconi
MAMBO 7 Gennaio Gen 2015 1257 07 gennaio 2015

Povera sinistra, piegata supinamente al renzismo

Nessuna critica al leader. Che ha perso lo slancio. E ora governa con l'autoritarismo.

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Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

«Poi dice che uno si butta a sinistra». La frase di Totò torna di attualità in questi giorni malgrado la sinistra italiana sia quasi senza idee e il panorama politico sia dominato da uno che si dice di sinistra.
La verità è che la faccenda del decreto fiscale che avrebbe dovuto favorire Silvio Berlusconi si rivela ogni ora che passa sempre più sconcertante, soprattutto con l’ultima decisione di rinviare il tutto a dopo l’elezione del presidente della Repubblica.
Mai si era vista così spavaldamente puntata una pistola carica contro il sistema politico e una sua parte, in questo caso l’ex premier Berlusconi.
Aggiungo anche che in tutte le controverse vicende della politica italiana, anche negli anni di dominio dell’ex cavaliere, molte sue decisioni venivano, di rado ma accadeva, contestate anche dai suoi supporter, o per lo meno attenuate nella loro gravità.
PD PIEGATO SUL PREMIER. Invece con Matteo Renzi siamo di fronte a un gruppo di seguaci del premier, formazione parlamentare complessa affollata di profughi, spesso disperati, di altre correnti politiche spesso contrapposte al presidente del Consiglio medesimo, che non conoscono alcuna parola non dico di dissenso, ma neppure di tiepida critica.
Sono un battaglione della morte, consci che la morte sia appunto nel dissenso, non nella dignità di una posizione politica all’altezza della gravità dell’episodio.
Il carattere servile di questa adesione alle tesi del leader nasce più che dalla fascinazione renziana dalla paura del futuro e questa caratteristica, agire sulla paura degli altri, si chiamino Berlusconi o i propri deputati, sembra una componente fondamentale dello stile di comando dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi.
È un peccato, perché questo modo di intendere il governo, e soprattutto il potere, spegne molte simpatie che l’iniziale impeto renziano aveva sollevato e fa venire moti dubbi. Siamo ancora in tempo per accorgerci che si tratta di giovanili ardori, di confusione fra sfera privata, in cui ci si comporta con l’autoritarismo che si vuole e che l’altra parte concede, e sfera pubblica, dove invece i comportamenti non possono mai essere minacciosi.
LA SINISTRA NON È ALL'ALTEZZA. Va anche detto che la sinistra del Pd non è stata neppure questa volta all’altezza della situazione.
È ben strano che il “caso fiscale” sia stato sollevato da altri gruppi parlamentari e non dall’interno del Pd, evitando al premier una brutta figura con un ammonimento severo e persino privato.
Il guaio della sinistra del Pd è che parla molto, minaccia fuoriuscite ogni due per tre, ma è del tutto inconcludente.
Accade così che abbiamo il Renzi che il Pd si merita. Invece di un giovane leader fantasioso e anche un po’ casinista, un personaggio che crede di poter fare quello che gli pare perché la sua opposizione interna è politicamente inconsistente, quella esterna, Lega e grillini, non spendibile e Berlusconi deve stare al gioco nella speranza che palazzo Chigi lo liberi dalle catene.
La frase di Totò con cui ho avviato questo pezzo è quindi profetica, tranne che in un punto: uno si butta a sinistra, ma se non c’è?

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