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POLITICA 9 Gennaio Gen 2015 1700 09 gennaio 2015

M5s, Iannuzzi: «Sono stato espulso dal gruppo»

Il deputato su Twitter: «Mi hanno avvisato via sms, attendo motivazioni su decisione presa senza nessun voto».

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Cristian Iannuzzi.

Nuova epurazione nel Movimento 5 stelle.
Dopo i senatori Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni il deputato Cristian Iannuzzi ha rivelato il suo allontamento su Twitter: «Ringrazio Alessio Villarosa per sms in cui mi avvisa dell'espulsione dal gruppo parlamentare senza il voto dell'assemblea e della rete. Attendo motivazioni».
DIMESSO DA DEPUTATO. Iannuzzi ha presentato le sue dimissioni da deputato.
Le dimissioni di Iannuzzi verranno votate dall'aula della Camera nella serata di lunedì 12 gennaio, al termine delle votazioni sulle riforme costituzionali.
Nella stessa giornata la Camera prenderà atto anche delle dimissioni di Emma Petitti, incompatibile con la carica di deputato dopo la sua nomina a assessore nella Regione Emilia Romagna.
DISAPPUNTO SU FACEBOOK. «Casagregge Associati: a lezione di democrazia».
Con questo sfogo Iannuzzi ha parlato sulla sua pagina Facebook in merito alla sua espulsione. «Non mi è facile accettare la fedeltà ad un capo da parte di un portavoce parlamentare che siede nel Parlamento della Repubblica per servire il popolo italiano: non era questa l'idea originaria di riVoluzione a 5 stelle».
«Non era questo il MoVimento senza capi né padroni che io, e tanti altri come me, abbiamo abbracciato», ha concluso Iannuzzi.
NOTA IRONICA ROMANI E MUSSINI. «Di questo passo», ha commentato un gruppo di senatori ex pentastellati confluiti ora nel Misto, «nel Movimento ne rimarrà davvero uno solo. A quel punto sì che potremo affermare con ragione che uno vale uno».
A firmare la nota ironica sono stati Maurizio Romani, Maria Mussini, Laura Bignami, Alessandra Bencini e Monica Casaletto, che allo stesso tempo hanno rinnovato anche la richiesta della documentazione sulla loro espulsione dal gruppo parlamentare «mai ottenuta da nessuno dei capigruppo che si sono succeduti, al punto da dubitare della sua stessa esistenza».
Nel caso di Vacciano (tesoriere del gruppo) e Simeoni, che a dicembre hanno presentato le proprie dimissioni in dissenso con la nomina del direttorio, il diktat di espulsione sarebbe arrivato da Gianroberto Casaleggio in persona, stravolgendo, di fatto, la votazione dei senatori contraria all'espulsione dei due colleghi.
Una ricostruzione, questa, contestata dal gruppo parlamentare del M5s al Senato ma sostanzialmente confermata dal pure dimissionario Iannuzzi.
PROSSIMO AD ADDIO BALDASSARRE. In aula prassi vuole che le dimissioni vengano respinte, perlomeno al primo 'strike'. Poi si vedrà.
In un momento in cui il grande gioco dell'elezione del capo dello Stato è alle porte ogni voto ha d'altra parte una sua importanza.
Ma il fuggi fuggi ad ogni modo non finisce qui.
La prossima testa a cadere potrebbe essere quella di Marco Baldassarre vicino anche lui, a quanto si apprende, alle dimissioni.

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