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REAZIONI 10 Gennaio Gen 2015 1200 10 gennaio 2015

Europa, l'estrema destra si unisce contro l'Islam

Le Pen per la pena di morte. Salvini anti-moschee. Wilders attacca il Corano. Farage archivia il multiculturalismo. Così gli xenofobi boicottano i musulmani.

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Nell'ultimo libro dello scrittore Michel Houellebecq, Sottomissione, il protagonista spiega come sia stata la «mediocrità dell'offerta politica» a portare nel 2022 all'elezione di un presidente francese musulmano.
Il professore universitario intravede un futuro sempre più difficile per gli ebrei: in caso non decidessero di lasciare la Francia, «per farli partire magari si potrebbero allentare un po' le redini della minoranza radicale e aspettare», racconta.
ESTREMA DESTRA ALL'ATTACCO. Uno scenario inquietante, che per fortuna è solo romanzato. A essere invece reale è per ora la reazione che i partiti radicali europei, di estrema destra, anti-immigrazione e anti-islamici hanno avuto nei confronti dei musulmani all'indomani dell'attentato alla rivista satirica Charlie Hebdo.


LE PEN PER LA PENA DI MORTE. Se il giorno della tragedia che ha colpito Parigi al cuore, la leader francese del Front national Marine Le Pen ha evitato di collegare l'accaduto al problema dell'immigrazione, suo cavallo di battaglia, il giorno dopo ha alzato la posta in gioco ipotizzando la possibilità di tenere un referendum sulla pena di morte in caso fosse eletta presidente nel 2017.
«Credo che questa possibilità dovrebbe esistere», ha detto alla televisione francese.

Salvini chiede più controlli sulle moschee

In Italia l'alleato di Le Pen, il leghista Matteo Salvini, pur dichiarandosi «culturalmente contrario alla pena di morte», ha usato la strage per rilanciare non solo una campagna politica contro l'immigrazione, ma per chiedere un aumento dei controlli dentro le moschee e una stretta sulle autorizzazioni per l'apertura di nuove strutture, perché «si ammazza e si sgozza in nome di Allah».
«VOGLIONO FARCI PAURA, SONO MATTI». «Cosa vogliono quelle persone? Incuterci paura, farci arretrare», ha detto parlando dei musulmani.
Per questo, ha ribadito, «voglio sapere chi finanzia le moschee in costruzione».
E ancora: «Non dobbiamo offrire ai quei matti la sensazione che chi viene a vivere in Italia o in Francia possa imporre il suo vivere incivile».

L'olandese Wilders vuole bandire il Corano

Della stessa opinione è Geert Wilders, il leader olandese del Partito per la Libertà, da sempre contrario all'islamizzazione: «È l'Islam, l'immigrazione islamica che sta causando tutto questo», ha detto commentando l'attentato di Parigi.
In un video pubblicato l'8 gennaio Wilders ha proposto «misure dure», come risposta all'attacco terroristico.
VIA DALL'AREA SCHENGEN. «L'esercito deve essere distribuito per proteggere i nostri treni, le strade, i centri commerciali», ha aggiunto il deputato olandese, che ha ripetuto il suo appello a fermare l'immigrazione dai «Paesi islamici» e ha riproposto all'Olanda di lasciare l'area Schengen.
«Dobbiamo de-islamizzare il nostro Paese», ha aggiunto Wilders, la cui faccia compare nella lista nera diffusa l'8 gennaio da Al Qaeda.
Wilders ha cercato di bandire il Corano dai Paesi Bassi giudicandolo in conflitto con le leggi del Paese.

GERMANIA, AVANZANO GLI ISLAMOFOBI. Non meno estrema è in Germania la posizione del movimento islamofobo Pegida e del partito euroscettico Alternativa per la Germania (Afd).
Entrambi hanno sostenuto che l'attentato di Parigi riconferma i loro timori contro l'Islam e la necessità di agire duramente contro il terrorismo fondamentalista.
«Gli islamisti, contro cui Pegida mette in guardia da 12 settimane, oggi hanno mostrato in Francia che non sono capaci di atteggiamenti democratici, ma di guardare alla violenza e alla morte come risposta», si legge sulla pagina Facebook del movimento, dove si invita anche ad agire prima che succeda «la stessa tragedia in Germania».
VOGLIONO LIMITARE IL DIRITTO DI ASILO. Il 5 gennaio il movimento aveva organizzato, ancora prima dell'attentato parigino, una manifestazione a Dredsa per chiedere di limitare il diritto di asilo contro l'islamizzazione della Germania.
Della stessa opinione i suoi principali alleati politici, gli euroscettici di Afd: «Il massacro di Parigi ha messo in evidenza la fragilità e la necessità di proteggere la nostra società e i nostri principi», ha detto il leader del partito Alexander Gauland.

Il britannico Farage decreta il fallimento del multiculturalismo

Meno drastico è invece il leader britannico del partito di estrema destra Ukip, Nigel Farage, che da sempre respinge le accuse di anti-islamismo, ma che ha criticato il fatto che molti Paesi, compresa la Gran Bretagna, abbiano incoraggiato «le persone provenienti da altre culture a rimanere all'interno di quelle culture e a non integrarsi pienamente all'interno delle nostre comunità», ha commentato in un'intervista televisiva decretando il fallimento del multiculturalismo.
I DANESI: «LEGGI PIÙ SEVERE». In Danimarca, il Partito del popolo danese anti-immigrazione - che nell'ultimo periodo aveva intrapreso una protesta contro la costruzione di una nuova grande moschea a Copenaghen - ha duramente criticato l'attentato.
Pia Kjaersgaard, co-fondatore del partito, ha reagito alle uccisioni di Charlie Hebdo invitando la Danimarca a cambiare le leggi in modo da facilitare la condanna di coloro che favoriscono il terrorismo.
IN FINLANDIA: «TORNINO A CASA». In Finlandia, per il partito Perussuomalaiset (Ps) è chiaro che l'attacco non ha avuto a che fare con la libertà di parola.
Sul suo blog il parlamentare Olli Immonen ha scritto che visto quanto accaduto l'Europa «dovrebbero fermare l'immigrazione dai Paesi musulmani e dare incentivi a coloro che vivono in Europa per farli tornare da dove sono venuti»
Anche il politico del Ps, Jussi Halla-aho, sul suo blog ha sostenuto che la visione del mondo della maggior parte dei musulmani «non è diversa dagli autori dell'attacco Charlie Hebdo».

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