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CAOS 11 Gennaio Gen 2015 1558 11 gennaio 2015

Liguria, ombra dei brogli alle primarie Pd

Vince Paita. Lo sconfitto: «Elementi in procura». Burlando: «Il partito è unito».

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L'eurodeputato del Pd, Sergio Cofferati.

Primarie con alta affluenza e altrettante polemiche per il Partito democratico in Liguria. Dopo la vittoria di Raffaella Paita alle urne il suo avversario, Sergio Cofferati ha infatti annunciato di «non riconoscere» i risultati e ha paventato «l'interesse della Procura» dopo gli esposti che verranno presentati per un presunto «inquinamento» del voto.
«Mi sono stati segnalati numerosissimi casi di violazione esplicita delle regole», ha detto Cofferati. «L'inquinamento è in corso, molto pesante e non solo per i voti della destra ma con il voto organizzato di intere etnie, come quella cinese alla Spezia e quella marocchina a ponente».
«Quello che temevamo si sta verificando», ha detto Cofferati, «in misura ancora più consistente di quella che avevo segnalato come un pericolo. Prendiamo nota di tutto e segnaleremo alla commissione di garanzia e anche alla segreteria nazionale del partito. È inimmaginabile quello che sta succedendo in queste ore in Liguria».
Ha provato a buttare acqua sul fuoco il governatore della Regione, Claudio Burlando. «Da domani, conosciuto il nome del candidato, tutto il Pd e gran parte del centro sinistra, mi auguro tutto, si metteranno al lavoro per contendere al centrodestra e ai 5 Stelle la guida della Regione Liguria», ha detto.
«NON SIAMO UN PARTITO DIVISO». «Non condivido l'analisi di un partito diviso», ha spiegato, «non sono per niente d'accordo. È chiaro che le personalità in campo sono diverse e, se non vogliamo ipocrisie, è giusto che esprimano con forza le loro idee di politica e di governo della regione per dare la possibilità a chi vuole di scegliere. Stasera si deciderà il nome e quello sarà il candidato di tutti. A pochi mesi dal voto il centrodestra e i 5 Stelle non hanno ancora deciso il loro candidato».
LA DECISIONE AI CITTADINI. «Noi», ha continuato, «seppure con i ritardi dovuti a eventi straordinari come l'alluvione, arriviamo oggi a scegliere il nostro candidato. Mancano alcuni mesi al voto e il candidato potrà fare la sua campagna elettorale con tranquillità. Non drammatizziamo», ha concluso Burlando, «ho vissuto fasi in cui si decideva al chiuso di quattro mura: una stagione che non rinnego, anche di forte passione politica, ma ora si decide così, con il voto di 30 o 40 mila persone. Quello che decideranno per noi sarà vangelo».

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