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INTERVISTA 12 Gennaio Gen 2015 1202 12 gennaio 2015

Borghi, diario di un leghista in viaggio al Sud

Burrata. Paccheri. Ma anche cultura e accoglienza. Il tesoriere lumbard esalta il Mezzogiorno. E sull'uscita dall'euro dice: «Non basta, servono due lire diverse». 

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Il miglior piatto assaggiato durante le vacanze natalizie? Paccheri ripieni di burrata con scaglie di tartufo e cuncilli di Amalfi.
Nulla di strano, se non che a tessere le lodi della specialità campana sia stato - via Twitter - il responsabile economico della Lega Nord Claudio Borghi.
Altro che cassoeûla, risotto con ossobuco o cappone. Il padano doc si è detto estasiato dalle eccellenze non solo gastronomiche del Sud Italia. Dalle Murge alla Basilicata.
«NON È LA MIA PRIMA VOLTA AL SUD». «Non è mica la prima volta che scendo sotto il Po», scherza Borghi con Lettera43.it. «L'anno scorso sono andato in giro per la Toscana, l'Umbria e il Lazio». Perché, continua, «l'ho sempre detto ai miei figli: 'Prima si deve visitare l'Italia e poi l'estero'». E poi, ad Alberobello, «abbiamo trovato anche la neve».

Claudio Borghi, responsabile economico della Lega.

DOMANDA. Questa sua ode al Sud non c'entra niente col progetto nazionale di Matteo Salvini, vero?
RISPOSTA. Non esattamente. Però sono un politico e il lavoro del politico è tenere sempre gli occhi aperti (ride).
D. E cosa ha visto sotto il Po?
R. Ho trovato cose che vanno bene e cose che non vanno. Non è che il Mezzogiorno è 'o Paese d'o sole...
D. Partiamo da ciò che funziona...
R. L'impressione che ho avuto è che nonostante quello che dicono i numeri il Sud stia reagendo meglio alla crisi del Nord.
D. In che senso?
R. Sono più preparati a gestire le situazioni drammatiche, precarie.
D. Al Nord invece?
R. C'è un senso di angoscia maggiore. Forse perché la crisi che stiamo attraversando è soprattutto industriale.
D. Be', anche al Sud esistono poli industriali. Prenda l'Ilva, per esempio.
R. In condizioni normali sarebbe un errore nazionalizzarla. Ma se l'alternativa è svenderla o chiuderla...Il Meridione però può e deve crescere su altro. Se voglio fare impresa scelgo Vercelli, mica Trapani...Ma regalare o chiudere industrie strategiche non mi pare il massimo dell'intelligenza.
D. Bisogna puntare di più sul turismo?
R. Sì, sulle eccellenze del territorio.
D. Un esempio?
R. Matera. Basta dare alla città una piccola prospettiva di crescita e si vedono i risultati. Il centro scoppiava di visitatori. Ecco: questo potrebbe succedere se tornassimo a crescere come Paese.
D. Ma non saranno tutte rose e fiori...
R. La differenza si vede nella gestione dei soldi pubblici. È sufficiente osservare la distanza tra Salerno e Napoli.
D. Promuove De Luca e boccia De Magistris?
R. Certamente. Non è che se un amministratore è di sinistra non può fare cose positive. Le luci di Salerno sono splendide. Altro che Milano...
D. Milano cosa?
R. La Milano di Pisapia è di una tristezza infinita. Il sindaco dorme, De Luca invece gestisce in modo aggressivo quello che ha.
D. Altre pecche meridionali?
R. L'organizzazione. In certi casi basterebbe davvero poco. L'arrivo a Pompei è imbarazzante...
D. Si spieghi.
R. Ho trovato il sito archeologico non molto peggiorato rispetto alla mia ultima visita, una quindicina di anni fa. Ma manca la segnaletica e i parcheggi sono di fortuna. Per non parlare della chiusura di Castel De Monte.
D. Lei lo ha denunciato pure su Twitter.
R. Si tratta di un bene dell'umanità dell'Unesco. Non è il museo della marionetta, non può essere chiuso nei giorni festivi e per di più senza informazioni adeguate. Ho trovato solo un biglietto sul portone che recitava: «In caso di neve potrebbe essere chiuso».
D. E nevicava?
R. No. E poi che senso ha appenderlo sul luogo?
D. Altri appunti?
R. La necessità del Sud di dipendere da qualcun altro. Ed è un peccato perché il Mezzogiorno ha una marea di potenzialità. Forse non abbiamo capito su cosa puntare...
D. Quindi l'errore è anche del Nord?
R. Voglio dire che ora il Meridione ha lo stesso problema che ha l'Italia con l'euro.
D. Cosa c'entra la battaglia per l'uscita dalla moneta unica?
R. Il nostro Sud è fuori mercato. Così come l'Italia lo è con l'euro forte. Occorrerebbe una moneta più favorevole per mettere in condizione questa parte del Paese di essere autosufficiente.
D. Con la crisi gli interessi del Nord e del Sud coincidono?
R. Finora il Sud doveva tirare per ottenere finanziamenti dal Nord. Ora senza soldi tutto è più difficile. E il Sud deve emanciparsi.
D. Come?
R. Anche con la creazione di due monete.
D. Quindi non solo vorrebbe uscire dall'euro ma anche instaurare una lira forte e una debole?
R. È una mia proposta. Non è giusto che Caltanissetta abbia la stessa moneta di Düsseldorf.
D. E questo basterebbe?
R. Credo che una moneta competitiva o una detassazione strutturale possano rivitalizzare il Sud. Una cosa è certa...
D. Quale?
R. Finché restiamo in Europa non si risolve nulla.
D. Non è che questa infatuazione per il Sud le ha fatto dimenticare la secessione?
R. La secessione e l'indipendenza sono questioni legate alla democrazia. L'importante è informare i cittadini sui pro e sui contro di ogni scelta.
D. Esattamente quali informazioni mancano?
R. Si è convinti che l'indipendenza amministrativa basti. Mentre il problema economico è fondamentale. Ma la gente se ne sta rendendo conto.

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